Lite furiosa davanti al bar resta ferito un pensionato
di Paolo Fizzarotti wCODEVILLA La lite al bar, finisce con un viaggio al pronto soccorso di Voghera per un uomo di 83 anni. E' accaduto poco prima delle 14 vicino al bar «Da Lucio» di piazza Umberto Primo a Codevilla, a fianco del municipio. Il pensionato è stato medicato e dimesso poche ore dopo con una prognosi di alcuni giorni. Il litigio non si è verificato all'interno del locale pubblico, ma nella strada antistante. Nel litigio sono stati coinvolto due uomini, entrambi residenti a Codevilla: uno di 83 anni e uno di 45 anni. Ad avere la peggio e a finire in ospedale, naturalmente, è stato quello più anziano. I dettagli dell'episodio non sono ancora chiari. A quanto sembra i due uomini erano vistosamente alticci, nonostante l'ora pomeridiana. I due hanno cominciato a litigare nella veranda davanti al bar, per futili motivi. Poi sono passati dalle parole ai fatti. Uno dei due, a quanto sembra il più anziano, ha dato un pugno all'altro, che ha reagito spaccandogli un bicchiere sulla testa. L'agitazione è stata notevole: anche perchè, a quanto pare, l'anziano perdeva sangue da un taglio alla testa. Qualcuno ha chiamato il 118, che ha inviato sul posto un'ambulanza della Croce rossa di Voghera. Il personale del 118, quando ha constatato che si trattava di un'aggressione, ha provveduto ad allertare anche i carabinieri, che hanno inviato una pattuglia del nucleo radiomobile. Quando sono arrivati i carabinieri, il codevillese più giovane si era già allontanato. E' stato comunque rintracciato poco dopo dai militari. Visto che le lesioni riportate dall'83enne avevano comportato una prognosi inferiore ai 20 giorni, i carabinieri non potevano procedere d'ufficio per l'aggressione. I due uomini di Codevilla sono stati quindi invitati a recarsi in una caserma di carabinieri per presentare una querela di parte (che non è stata ancora presentata). Nei mesi scorsi un altro anziano di Codevilla era stato aggredito in un altro bar del paese, distante poche decine di metri. @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA