Martinelli: ma lo Stelvio ha condizionato il Giro

dall'inviato wCRESPANO DEL GRAPPA (Treviso) Sostanzialmente archiviata la pratica, è un altro Nairo Quintana quello che si presenta davanti alla stampa, rispetto a quello che si nascondeva un po' dietro il mal di gola nelle prime due settimane del Giro d'Italia. Sorriso, pollice in alto a beneficio dei fotografi e lingua sciolta. «Adesso ho la risposta a tutte le vostre domande – dice ai giornalisti – Oggi ho fatto quello che la gente voleva. Era una tappa che non potevo lasciarmi scappare, anche perché oggi c'era qui anche la mia famiglia. Ma devo molto anche alla mia squadra». Oggi si prenderà anche lo Zoncolan? «Ho già dimostrato quello che valgo, adesso posso anche limitarmi a controllare. Ma, se ce ne fosse l'occasione, potrei anche provarci», conclude Nairo, che ha avuto parole di elogio per il collega Fabio Aru. Complimenti che non addolciscono la pillola di Giuseppe Martinelli, direttore sportivo del sardo, contentissimo della prova del suo pupillo ma ancora amareggiato per quello che è successo nel tappone della Val Martello. «Fabio ha fatto una gran bella cosa – dice il tecnico dell'Astana – A un certo punto andava così forte che abbiamo deciso di non dargli più riferimenti, per il timore che saltasse per aria». Ma Martinelli sa che la rincorsa del 23enne di Villacidro non è ancora finita, che Fabio potrebbe scalare un altro gradino del podio, staccando Uran nella terribile tappa dello Zoncolan. «Il ritardo da Uran può essere colmato – riconosce il direttore sportivo di Aru – domani i distacchi saranno pesanti». Ma la ferita dello Stelvio brucia ancora e Martinelli non usa troppi giri di parole. «Quello che è successo nella discesa dello Stelvio ha condizionato il Giro – tuona il tecnico lombardo – Quintana avrebbe vinto lo stesso, ma non lo avrebbe fatto di certo con 3'30" di vantaggio e magari Fabio sarebbe già secondo». Parole di fuoco, ben diverse da quelle del giovane villacidrese, che continua a tenere i piedi per terra, anche dopo un'impresa come quella di ieri. «Sono contentissimo del mio secondo posto, ho dato il massimo – spiega Aru – Qui ho colto la mia prima vittoria da Under 23, è una salita storica, ci sono molto affezionato». Ma non chiedetegli se oggi andrà all'attacco del secondo posto di Uran. «Io vivo alla giornata – conclude il sardo – sono contento che il lavoro che ho fatto stia dando i suoi frutti».(m.d.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA