Ospedale, bocciati i tempi d'attesa per visite ed esami

VIGEVANO I pazienti promuovono medici e infermieri, ma bocciano l'organizzazione dell'ospedale. Ieri mattina, al presidio dei sindacati davanti all'ospedale di corso Milano, i pazienti hanno raccontato i loro problemi. «Sto seguendo un ciclo di fisioterapia – racconta Cinzia Canto – e l'unica pecca dell'ospedale sono i tempi di attesa. Io spesso sono costretta a chiedere il bollino verde al medico di famiglia, perché con la mia patologia non posso aspettare troppo». L'attesa, talvolta, può diventare la discriminante tra pubblico e privato. «Sono stato dimesso da poco – spiega Vincenzo Pilolla – ma mi sono fatto operare a Milano, perché il medico che mi ha sempre seguito opera lì. I controlli e tutta la fisioterapia, invece, la faccio qui a Vigevano. Però non pensavo di dover aspettare così tanto. Ho prenotato oggi (ieri per chi legge, ndr) una radiografia sotto carico e non potrò farla fino al 26 giugno, cioè tra un mese. Mia moglie, poi, che deve fare una radiografia alla spalla, aspetterà fino al 16 luglio. Nel mio caso, visto che è un controllo post operatorio, resto "fedele" all'ospedale, ma penso che mia moglie opterà per il privato. D'altronde, basta pagare e hai lo stesso servizio entro pochi giorni». La legge, purtroppo per gli utenti, consente all'Azienda ospedaliera tempi lunghi di prenotazione degli esami se il paziente chiede di fare l'esame in un ospedale specifico, se invece il malato accetta di raggiungere la prima struttura libera, i tempi sono molto più rapidi e rispettano i limiti imposti dalla Regione. Nel caso di Pilolla, ad esempio, lo stesso esame potrebbe essere prenotato più rapidamente a Mortara o Mede. «Mi hanno messo delle protesi alle gambe – risponde Pilolla - ora cammino ancora con le stampelle e non posso guidare. Per me quindi la scelta è solo su Vigevano, pubblico o privato. Capisco le possibilità concesse dalla legge ai dirigenti dell'ospedale, ma ho lavorato 40 anni in fonderia e ho pagato tutti i contributo per l'assistenza, ora vorrei che i miei sacrifici fossero ripagati». L'ospedale di Vigevano viene considerato dai pazienti un presidio utile e funzionante. «I reparti funzionano discretamente – dice Laura Ratti – mi dispiace che la politica, a prescindere dal colore, non abbia mai difeso a dovere l'ospedale». Qualcuno, però, che riesce ad ottenere cure in tempi immediati c'è. «In passato avevo dovuto aspettare qualche settimana – dice Graziosa Bruson – ma questa volta non è più successo». (s.bo.)