Una storia nata dai murales di Barbavara
Gravellona, "libro d'arte all'aperto": tutto ha avuto inizio fra il 1992 e il 1994 quando sulle case della frazione Barbavara sono spuntati 70 murales, opere di artisti coordinati dal pittore surrealista Luigi Regianini. Nel 1995 il Comune ha dato vita alla prima "festa dell'arte" e al concorso di pittura sul tema "Medioevo: San Giorgio combatte contro il drago-XX Secolo: l'uomo libero combatte contro la burocrazia". Di anno in anno la manifestazione si è arricchita di nuovi spunti. Per esempio, nel 1998 la festa è stata dedicata all'arte dei popoli che vissero in simbiosi con la natura: Indiani d'America, aborigeni australiani e i Celti, nel cui ricordo è stato innalzato il dolmen ora visibile all'ingresso del paese. L'anno successivo tre cabine Enel sono state trasformate in giganti e, nel 2001, è stata la volta degli spaventapasseri e degli spazzacamini. Due anni dopo, i muri di cinta sono diventati un monumento della società contadina, nel 2005 in piazza è comparsa una rana in granito a complemento della fontana. Quello è stato l'anno dedicato alla natura con la creazione dei laghi e delle colline del Parco dei tre laghi.