Leto Colombo, Niada e Viganò Il Vigevano conferma i senatori

VIGEVANO Martedì sera è toccato ai cugini della Pro, ieri pomeriggio invece è stato il Vigevano a presentare le novità per la prossima stagione. «Vogliamo stare ancora in alto in Eccellenza», ha spiegato l'ex presidente (ma ancora proprietario) Paolo Pugliese. «La squadra è già quasi fatta, ci sono già dieci giocatori – ha aggiunto Pugliese –. I nostri giovani come Spatafora, Di Mauro, Provasio ed Azzalin saranno ancora con noi ed ho avuto le conferme della permanenza degli esperti Niada, Leto Colombo e Viganò». Poi nell'ambito della prima squadra, che sarà guidata dall'emergente tecnico novarese Filippo Ombergozzi, ci saranno anche diversi innesti provenienti dall'Osmon Suno,la società di Eccellenza piemontese, che ha chiuso baracca e burattini, da cui arriva Ombergozzi. Il pomeriggio del Vigevano è iniziato con la presentazione del nuovo responsabile del settore giovanile, il decano del calcio lomellino (per anni è stato alla Cassolese e al Superga) Luciano Quagliato: «Voglio rilanciare l'immagine del Vigevano – ha detto Quagliato –. Partiamo quasi da zero, ma a me piace scalare le montagne. Vogliamo dare uno stile Vigevano: con ragazzi del settore giovanile educati ed ordinati. Ho accettato il Vigevano perché in altre società della zona non ho visto la stessa ambizione». Poi sono stati presentati i due, già annunciati, nuovi dirigenti ed imprenditori cittadini Gabriele Pirro e Claudio Mascherpa: «Siamo qui per rilanciare il Vigevano» hanno detto. Capitolo strutture. Nel prossima stagione l'attività giovanile, sia allenamenti sia partite, sarà al campo sintetico Masera di via Buccella, che è del Comune, ma in gestione al Vigevano. Campo, ristrutturato nel 2012 dal Vigevano, su cui al momento non si possono disputare ancora partite ufficiali dato che manca l'omologazione: «Sono venuti i tecnici l'altro giorno, martedì l'avremo – ha sottolineato Pugliese – E poi settimana prossima andremo in municipio per incontrare il sindaco: vogliamo migliorare ancora il Masera». Sandro Barberis