«Benvenuti a casa» In Italia i 31 bimbi adottati in Congo
ROMA La lunga attesa iniziata nove mesi fa è finita ieri mattina, alle 11, sulla pista dell'aeroporto di Ciampino. La speranza coltivata pazientemente da 24 famiglie nel tempo esatto di una gestazione si è sciolta negli abbracci felici tra i bambini arrivati dal Congo e i loro genitori adottivi: 31 piccoli, tra i 18 mesi e i nove anni, con l'aria smarrita e felice, zainetti colorati sulle spalle, sono scesi dall'aereo di Stato italiano che li ha portati in volo verso la loro nuova vita e si sono ricongiunti finalmente con le mamme e i papà italiani. Nel settembre di un anno fa, in seguito a «gravi irregolarità» rilevate dalle autorità di Kinshasa nelle adozioni perfezionate in altri Paesi, in particolare in Francia, Canada e Stati Uniti, il rilascio dei visti dei bambini era stato sospeso per un anno. Per due mesi, alla fine del 2013, i genitori adottivi erano rimasti bloccati in Congo assieme ai bambini, ma a gennaio, ormai senza visti, erano stati costretti a rientrare senza i figli in Italia. Tre giorni fa, l'intenso lavoro diplomatico di Palazzo Chigi e della Farnesina, concretizzato nell'intesa tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente congolese Joseph Kabila, ha sbloccato la situazione, con l'autorizzazione alla partenza di tutti i bambini: non solo per l'Italia, ma verso tutti i Paesi di destinazione. «I nostri negoziati hanno avuto un effetto trascinante, è stata una liberazione generale» ha detto soddisfatta l'ambasciatore Cristina Ravaglia, direttore generale per gli italiani all'estero e per le politiche migratorie della Farnesina. «Benvenuti a casa – è stato il saluto del premier via Twittwer ai bimbi al loro arrivo – Ora con la riforma del Terzo settore, ancora più attenzione alle adozioni internazionali». Felice anche l'ex ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge, che a novembre era andata in missione in Congo: «Finalmente a casa» ha esultato in un tweet. A condurre i bambini in Italia è stato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, che è apparsa raggiante sulla scaletta dell'aereo tenendo per mano due dei bimbi, tra i capelli una treccina fatta dai piccoli durante il viaggio. «È stato un lavoro impegnativo, il presidente Renzi ha avuto sin dall'inizio a cuore questa vicenda – ha detto – Con la riforma del Terzo settore, che abbiamo già presentato, affronteremo anche il tema delle adozioni. E lavoreremo con lo stesso impegno anche per le famiglie che sono in una situazione analoga». Sette coppie, infatti, ha spiegato la presidente della Commissione adozioni internazionali, Silvia Della Monica, che faceva parte della delegazione italiana, sono ancora in attesa: si tratta delle famiglie che nel dicembre scorso, quando sembrava che la vicenda si fosse sbloccata e molte coppie erano andate a Kinshasa, avevano preferito seguire i consigli alla prudenza e non erano partite. Per questi casi, anche se l'iter adottivo è concluso, le pratiche non risultavano depositate presso la Direzione generale dell'emigrazione congolese e non è scattata l'autorizzazione alla partenza: «Noi ci impegniamo fortemente per ottenere un risultato – ha assicurato – ma occorre avere pazienza ed essere determinati. È una trattativa fra Paesi». (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA