Caccia all'auto pirata al setaccio le carrozzerie

di Adriano Agatti wTORRE D'ISOLA Caccia aperta alla Lancia Y nera che, l'altro pomeriggio, ha investito il ragazzo di 17 anni nel rettilineo tra Massaua e Torre d'Isola. Pietro Sacchi, un ragazzo di 17 anni che abita a Trivolzio e corre in bicicletta per la Garlaschese, è ricoverato nel reparto di ortopedia del San Matteo. Ha riportato la frattura di una vertebra, un trauma cranico e contusioni in diverse parti del corpo. Per fortuna non è in pericolo di vita ma la prognosi è superiore a un mese. Ovviamente salvo complicazioni. L'atleta della Garlaschese rischia un lungo stop agonistico per colpa della disattenzione di un automobilista che lo ha travolto alle spalle. Un incidente che poteva avere conseguenze più gravi. «Si figuri – spiegano i familiari – che è venuto a casa nostra il parroco del paese per avere notizie sulle condizioni di mio figlio. Ha visto la bicicletta, il casco e la tuta indossata al momento dell'incidente. Si è impressionato e ha portato la tuta a San Riccardo Pampuri. Penso che Pietro sia stato graziato perchè quell'auto lo ha colpito in pieno». In effetti Pietro Sacchi è stato investito alle spalle dall'automobilista pirata che è fuggito in direzione di Torre d'Isola. Il ciclista, che si stava allenando e stava rientrando a casa, è stato scaraventato ad oltre dieci metri di distanza dal punto dell'impatto. Un volo terribile che avrebbe potuto avere conseguenze peggiori. La vettura pirata ha perso una parte di carrozzeria anteriore prima di proseguire la corsa. Una donna ha visto la vettura in fuga ma non ha fatto in tempo ad annotare i numeri di targa. I carabinieri stanno cercando l'automobilista pirata che, se scoperto, rischia l'accusa di omissione di soccorso oltre a quella di lesioni personali. I militari hanno fatto il giro delle carrozzerie della zona ma, per il momento, non ci sono tracce della Lancia Y nera. E' evidente che si dovrebbe trattare di qualche residente tra Bereguardo e Torre d'Isola. I militari hanno anche esaminato i filmati delle telecamere all'ingresso di Torre d'Isola e hanno visto alcune automobili sfrecciare a forte velocità ma non sono stati in grado di annotare i numeri di targa. Le indagini sono proseguite con il giro delle carrozzerie da parte dei carabinieri della stazione di Bereguardo. I pirata avrebbe infatto potuto portare l'auto per farla riparare e averla subito a disposizione. E' evidente la Lancia Y ha riportato danni piuttosto seri nella parte anteriore dove c'è stato l'impatto con la bicicletta da corsa. L'automobilista pirata si è sicuramente reso conto di avere investito il ciclista e potrebbe anche tenere nascosta l'automobile in garage o in qualche luogo sicuro per evitare qualcuno lo possa scoprire. I carabinieri confidano soprattutto in informazioni che potrebbero arrivare da qualche vicino di casa oppure da qualcuno che conosce un possessore di una Lancia Y nera. Il racconto della donna testimone sembra infatti attendibile. Gli investigatori sono infatti convinti che al volante dell'auto ci fosse una persona che abita non lontano dal posto dove è avvenuto l'investimento. Forse qualcuno che stava tornando verso casa. Magari uno studente che aveva terminato le lezioni. Erano le quattro e mezzo del pomeriggio.