Chiapparoli, chiesta nuova perizia

VIGEVANO La Corte d'assise d'appello di Trento ha disposto una nuova perizia (la terza) nei confronti di Ina Celma, 35 anni, accusata di aver ucciso il convivente Marco Chiapparoli, allora 35enne, a Carisolo (Trento) il 19 ottobre 2011. Ina Celma era stata dichiarata non punibile, perchè ritenuta incapace di intendere e di volere al momento dell'omicidio. La donna deve trascorrere cinque anni in un ospedale psichiatrico giudiziario. La famiglia della vittima, rappresentata dall'avvocato Enrico Zaccone, aveva impugnato la sentenza del gip e il collegio giudicante di Trento ha ritenuto fondate le richiese della parte civile. «Noi e il pm avevamo presentato appello – spiega l'avvocato Zaccone – perché da sempre sosteniamo che la perizia era inutilizzabile, dal momento che aveva riconosciuto l'incapacità di Ina Celma di intendere e di volere anche se non c'era alcun nesso causale tra il disturbo mentale della donna e il reato commesso. Lei è sempre stata reticente, non ha mai raccontato cosa è successo prima dell'assassinio di Marco Chiapparoli. Ora la Corte d'assise d'appello dispone il ricorso a tutti gli strumenti diagnostici possibili e utili per stabilire quale sia il disturbo psichico della donna. Noi riteniamo che sia giusto, in considerazione della fine brutale del povero Marco, perché sia posto un sigillo di garanzia su quanto è davvero accaduto quella notte». (d.a.)