Attentati, Carlorani davanti al pm

VOGHERA Tre ore di interrogatorio nel carcere fiorentino di Sollicciano, davanti al pubblico ministero Arianna Ciavattini, per ribadire la propria estraneità agli attentati dinamitardi alla ditta livornese E-Repair. Fabio Carlorani, il 38enne imprenditore vogherese arrestato lo scorso 29 aprile con l'accusa di essere il mandante del tentativo di estorsione, è tornato a difendersi e a ripetere la versione dei fatti già data al giudice delle indagini preliminari subito dopo il fermo. Il titolare della Cf Service aveva al fianco il legale di fiducia, l'avvocato Gianfranco Ercolani. «Il mio assistito – spiega Ercolani – ha fornito risposte chiare ed esaurienti a ogni domanda posta dal pm. Ha precisato che la sua azienda svolge un tipo di attività completamente diverso rispetto a quella della E-Repair, per cui non aveva alcun interesse a sostituirsi ad essa nelle commesse assegnate dalla Siemens. L'unico legame tra il presunto disegno estorsivo e Carlorani ad emergere dalle carte è Riccardo Sales (uno dei cinque autori, secondo l'accusa, degli attacchi dinamitardi dell'ottobre 2013 e dello scorso febbraio), ma solo perchè fra loro c'erano rapporti d'affari». La difesa è pronta a depositare un'istanza di scarcerazione per il manager vogherese.Lo farà non appena la procura avrà ottenuto riscontri alle dichiarazioni di Carlorani che, negli auspici suoi e del suo legale dovrebbero scagionarlo. Non è da escludere, comunque, che venga richiesto un incidente probatorio.