«Tappa falsata? Il vuoto l'ho fatto in salita...»
dall'inviato wMARTELLO (Bolzano) Nessuno ha il coraggio di dirlo chiaramente, ma l'accusa nei confronti di Nairo Quintana è abbastanza chiara: essersi avvantaggiato lungo una discesa che era stata di fatto "neutralizzata" dalla direzione di corsa con l'invenzione delle "safety moto". Radio informazioni non ha usato queste parole, il twitter feed ufficiale del Giro d'Italia sì, salvo poi correggersi, ma a frittata già fatta, scatenando ulteriori polemiche. Corsa falsata? «In parte sì – azzarda il direttore sportivo della Cannondale Amadio, il più chiaro sull'argomento – Ha vinto il più forte, ma forse senza quel pasticcio i distacchi non sarebbero stati così alti. Uran e gli altri uomini messi bene in classifica sono stati penalizzati. E anche il nostro Ivan Basso, che dopo una crisi sulla discesa del Gavia si era ripreso bene nella salita dello Stelvio, ha perso la testa della corsa per questo pasticcio». Nairo Quintana, ovviamente, non la pensa proprio alla stessa maniera. «Non ho sentito nessun ordine da parte dell'organizzazione o del mio direttore sportivo – dice la nuova maglia rosa – In cima allo Stelvio il plotone era compatto, in discesa hanno attaccato diversi corridori della Ag2r, della Colombia e della Sky, noi abbiamo fatto altrettanto e alla fine della discesa ci siamo accorti che eravamo in fuga. Ma non c'era stata nessuna caduta, non capisco perché ci siano queste polemiche. Anche perché gran parte del tempo l'ho guadagnato in salita, non certo in discesa». Dopo tanta attesa, Godot Quintana veste la maglia rosa. E l'impressione, adesso, è che non abbia nessuna intenzione di mollarla. «Sto meglio – dice tra i colpi di tosse – ma come vedete ho ancora qualche problema di respirazione dopo l'influenza dei giorni scorsi. So che sulle prossime salite i miei avversari mi attaccheranno, ma sto recuperando la condizione migliore e ho una squadra molto forte, che oggi mi ha aiutato molto sullo Stelvio e mi aiuterà a controllare la corsa». Per il giovane colombiano, secondo al Tour del France 2013, è il momento di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «Volevo la maglia rosa, adesso ce l'ho, anche se qualcuno mi considerava troppo lontano da Uran in classifica. Dopo il secondo posto al Tour del France 2013 avevo già confermato le mie qualità al Tour de Sant Louis e alla Tirreno Adriatico. Qui al Giro ho avuto qualche problema per la caduta e l'influenza, ma la classe non si perde». (m.d.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA