Broni perde sala prelievi ma l'Avis riapre a Stradella

STRADELLA Grandi novità in vista per i donatori di sangue dell'Oltrepo orientale. Entro la fine dell'anno, infatti, sarà attiva una nuova Unità di raccolta sangue a Stradella, che sarà gestita dai volontari della locale sezione. L'apertura del nuovo punto sarà contestuale alla chiusura del centro di Broni, presso l'ospedale Arnaboldi: la convenzione, infatti, scade a settembre, ma il punto prelievi non può più ottenere le certificazioni necessarie, trovandosi in un vecchio edificio, che tra l'altro contiene amianto. La nuova Unità di Stradella, quindi, andrebbe a raccogliere tutti gli 890 donatori, sparsi tra Stradella, Broni, Santa Giuletta e tutto l'Oltrepo orientale. «La finalità principale è quella di garantire un adeguato supporto trasfusionale su tutto il territorio, che rimane comunque non autosufficiente, visto che le sacche raccolte riescono a coprire solo il 60% del fabbisogno provinciale - spiega la presidente Avis Stradella, Daniela Pietra -. E poi c'è un valore oggettivo di riqualificazione di un edificio in disuso». I locali scelti per ospitare questo nuovo centro, infatti, sono quelli dell'ex deposito merci della stazione ferroviaria, che sono stati concessi in comodato d'uso gratuito al Comune, insieme al resto del fabbricato che ospita anche l'Infopoint. Si tratta di 240 metri quadrati, che saranno completamente riconvertiti, rispettando tutti i parametri e le normative vigenti, in uffici, studi medici ed una sala prelievi all'avanguardia delle più moderne tecnologie. Un'idea a cui Avis Stradella sta pensando da tempo, vista anche la profonda riorganizzazione del "sistema sangue" al livello nazionale ed europeo, e che ha iniziato a concretizzarsi l'estate scorsa. Da qui l'avvio dei contatti con le istituzioni e la firma del primo protocollo di intesa. «Possiamo dire che questo è il calcio d'inizio. L'Unità di raccolta sarà gestita interamente dai nostri volontari - continua Pietra - e abbiamo già trovato anche personale medico ed infermieristico che verrebbe a prestare servizio, in modo del tutto gratuito». Il centro entrerà poi a far parte della rete di unità di raccolta, gestite da Avis in tutta la Provincia. II lavori di riqualificazione ed adeguamento dei locali saranno a carico di Avis, che, per questo, chiede a tutto il territorio un sostegno e un aiuto in qualsiasi forma. «Quella del donatore è una forma di volontariato tutta speciale. Ora siamo noi che chiediamo aiuto agli altri, per poi a nostra volta dare il nostro aiuto alla comunità» conclude la presidente. Oliviero Maggi