Francesco da oggi in Terrasanta
di Paolo Sacredo wCITTÀ DEL VATICANO Francesco non ama viaggiare molto all'estero, almeno rispetto a Giovanni Paolo II. Quelle poche incursioni programmate per i prossimi mesi sono state pensate con un fine preciso. Oggi parte per la Terrasanta, con l'obiettivo di rafforzare il dialogo tra le religioni e incontrare chi porta sulla pelle gli effetti delle guerre, tra questi una profuga siriana musulmana e un cristiano iracheno. Poca politica dunque, tanto che il Papa toccherà prima i territori autonomi e dopo andrà in Israele. Una scelta che non è piaciuta ai settori più oltranzisti del governo del presidente Peres. Sarà una tre giorni con 14 discorsi, più eventuali fuori programma. Tra le curiosità, nel seguito papale ci sarà una persona che non ha nulla a che fare con l'organizzazione: un magazziniere, e questo perché Bergoglio vuole che in ogni suo viaggio vi sia un rappresentante dei lavoratori vaticani, soprattutto coloro che svolgono i lavori più umili. Ieri il pontefice è andato a pregare nella basilica romana di Santa Maria Maggiore. Un gesto che ricorda l'impronta religiosa di questo viaggio in Medio Oriente, dove vedrà il patriarca ortodosso Bartolomeo I a 50 anni dall'incontro di Paolo VI con Atenagora I. Il Pontefice ha così chiesto di utilizzare un'auto scoperta non protetta da vetri blindati. Francesco vuole essere il più vicino possibile ai cattolici di Terrasanta. C'è infatti da considerare che solo il 28% dei 61 mila palestinesi che vivono a Betlemme e nelle zone limitrofe è di fede cristiana contro il 72% di musulmani. Non parliamo poi di Gerusalemme, dove la città vede la quasi totale assenza di cattolici. Chi non è ebreo o islamico emigra perché trova difficile lavorare in seguito alle continue tensioni tra le autorità di Gerusalemme e di Tel Aviv. Anche per questo il Papa ha deciso, dopo l'arrivo in Giordania dove stasera incontrerà i profughi siriani e visiterà il luogo del battesimo di Gesù, di recarsi domani a Betlemme nei Territori autonomi. Tra i momenti da sottolineare, la Messa nella piazza della Mangiatoia. Francesco poi pranzerà con un gruppo di palestinesi dai Francescani. Subito dopo, la visita alla Grotta della Natività e nel campo profughi di Dheisheh il saluto ai bambini. Uzi Landau, ministro del turismo di Israele, ha detto che «Papa Francesco è un vero amico del popolo ebraico e del nostro Stato. La sua visita ha un immenso valore per Israele». Ma la decisione di andare prima nei Territori Palestinesi ha agitato gli ambienti più conservatori di Tel Aviv. In Israele i principali appuntamenti saranno le visite alla Spianata delle Moschee e allo Yad Vashem, gli incontri con i due Grandi Rabbini e con il patriarca Bartolomeo I. ©RIPRODUZIONE RISERVATA