Comecf, Sannazzaro chiama l'Eni

SANNAZZARO L'appello lanciato dai lavoratori della Comecf Impianti alle istituzioni è stato raccolto. Il sindaco di Sannazzaro, Giovanni Maggi, si è rivolto direttamente all'Eni per chiedere garanzie e spiegazioni sulla grave situazione che si è creata per l'azienda di carpenteria metallica dopo l'annullamento di una commessa da due milioni di euro da parte del colosso petrolchimico. La Comecf, infatti, ha sede a Ferrera Erbognone, ma molti degli 80 dipendenti risiedono a Sannazzaro e i lavoratori hanno chiesto sostegno ai Comuni. «Ci siamo attivati subito – dice Maggi – per avere tutte le informazioni possibili e siamo attenti alla situazione che ci ha molto colpiti anche per il modo in cui è maturata. L'Eni ha preso una decisione repentina. Probabilmente sarà anche prevista dai termini contrattuali, ma non sono state date spiegazioni o motivazioni accettabili».Il Comune di Sannazzaro ha contattato l'Eni. «La sede locale – continua Maggi – ha affermato che è la sede centrale quella deputata a rispondere e noi allora prenderemo contatti con la sede centrale dell'Eni. Vogliamo capire cosa sia successo, chiederemo spiegazioni e soprattutto condizioni di maggiore tutela per i lavoratori». La direzione della Comecf ha comunicato ai sindacati l'attivazione della procedura di cassa integrazione ordinaria riducendo il lavoro a zero ore per dieci settimane, fino al 12 agosto. I Comuni del polo petrolifero stanno ora vivendo il periodo successivo alla fine dei lavori nei cantieri Eni Est che, nei momenti di massima attività hanno occupato circa 2mila lavoratori. Molte aziende impegnate nei lavori non erano della zona, ma si temeva un impatto sull'occupazione a livello locale. «Finora l'impatto non è stato drammatico – conclude il sindaco di Sannazzaro – la situazione si è normalizzata anche se la nostra zona, come tutte, sconta i problemi legati alla grave difficoltà delle condizioni generali dell'economia».(l.g.)