Rigoberto senza paura «Sono qui per vincere»
dall'inviato wRIVAROLO CANAVESE (Torino) Dice che il Giro è sempre aperto, si tiene lontano da qualsiasi possibile polemica – glissando alle domande sul Pantani di Oropa e sul passaggio dalla Sky alla Omega Pharma Quick Step – ma Rigoberto Uran sta comunque entrando nel personaggio richiesto dalla maglia che indossa: «Quest'anno ho una squadra tutta per me, siamo qui per vincere», dice al termine di un primo giorno da leader che definisce «mica tanto tranquillo: al Giro può succedere di tutto ogni giorno – prosegue il 27enne colombiano – ma io sto bene. Ieri (giovedì, ndr) ho dato distacchi importanti ai miei avversari, ma il Giro è ancora aperto: Quintana, Evans e Majka possono ancora vincerlo. La cronometro nelle grandi corse a tappe fa sempre più la differenza, ma bisogna andare forte anche in salita». Già. A cominciare da oggi, su una salita, quella di Oropa, sulla quale Marco Pantani si rese protagonista di un'impresa tanto memorabile quanto incredibile. Un nome che non sembra evocare chissà quali ricordi a Rigo: «Ogni tappa per me significa qualcosa – spiega – mi piace essere al Giro d'Italia, ho un grande rispetto per questa maglia rosa. Quella di domani sarà una bella tappa, come quella di domenica, io cercherò di fare il massimo». Niente polemiche, nemmeno sul Giro 2013, quando fu relegato al ruolo di gregario di lusso di Bradley Wiggins. Per Uran l'unica differenza «è che l'anno scorso ero alla Sky e quest'anno sono alla Omega – dice sfoderando uno dei suoi proverbiali sorrisi – Qui ho una squadra tutta per me. Con i ragazzi ho parlato già in inverno, siamo qui per vincere. Ho fatto bene anche nelle classiche, ma adesso punto tutto sulle corse di tre settimane. E l'esperienza non mi manca: sono al quarto Giro e ho corso due Tour e tre Vuelta». Avviso ai naviganti?(m.d.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA