Garlasco, calo nascite «È l'effetto della crisi»

GARLASCO Il dato da cui partire è che a Garlasco (e sulla stessa linea sono allineati anche i municipi della zona) si fanno meno figli di prima. In cinque anni, dal 2008 al 2013, la natalità media è precipitata. Se prima della grande crisi partita dagli Stati Uniti e che ha travolto e sta travolgendo ancora l'Europa a Garlasco ogni coppia faceva – in media ovviamente – 0,77 figli ciascuno ora ne fa solamente 0,5. Precisando questi freddi numeri significa che se prima c'erano in media 77 nati ogni 10mila abitanti (più o meno la popolazione di Garlasco) ora sono solo 50 o poco più. Molti studi mondiali spiegano il calo della natalità come sintomo di calo di fiducia nel futuro. E'vero anche a Garlasco e dintorni? Ieri sera il consiglio comunale di Garlasco ha approvato il bilancio di previsione del 2014 e le linee guida per lo sviluppo dei prossimi anni. Dati economici e numerici, in cui però si annida il clima di sfiducia a cui non sfugge nemmeno Garlasco.«In effetti il problema vero della nostra zona, e non mi stufo di ripeterlo, è la mancanza di lavoro che crea mancanza di prospettive – ha sottolineando, presentando il bilancio negli scorsi giorni, il primo cittadino di Garlasco Pietro Farina – Dobbiamo darci da fare per ricreare lavoro. Martedì ho ricevuto una decina di cittadini: otto sono venuti per problemi relativi all'impiego». Prospettive che mancano, lavoro che non c'è e figli che non si fanno per non mettere ulteriori punti interrogativi nel proprio futuro. Che soluzione ci può essere per la zona di Garlasco, storicamente una della più attraenti della Lomellina per la sua vicinanza sia a Pavia sia a Milano: «Il primo passo da fare è creare infrastrutture per la Lomellina – sottolinea il sindaco di Gropello Giuseppe Chiari – I romani prima aprivano le strade, poi portavano sviluppo e civiltà. Anche nella nostra zona, la più vicina alle grandi arterie, nelle aree industriali non crescono più nemmeno i funghi ed è normale che senza prospettive le coppie non facciano figli». E Garlasco (che ha 280 tra fabbriche ed artigiani, 157 negozi, 54 alimentari, bar e ristoranti e 60 tra servizi finanziari ed altre attività) dove si potrà sviluppare? «Al momento – si legge nelle linee guida fino al 2016, la cossidetta relazione programattica – l'unica rilevante area destinata all'economia locale territoriale è l'area ex Pip di via Borgo San Siro». Il municipio, inoltre, ha promesso anche sgravi e regole più semplici per chi vuole insediarsi a Garlasco. Si vedrà. Sandro Barberis