I detenuti come restauratori nel progetto museo-carcere
VOGHERA I detenuti di via Prati Nuovi diventano restauratori: lavoreranno infatti alla riqualificazione di una collezione milanese di animali impagliati. Il progetto del laboratorio «Ritrovare la luce, riscoprire la luce», che il museo di scienze naturali vogherese porta avanti da anni, ha raggiunto un nuovo traguardo. Ieri Marina Azzaretti, assessore alla Cultura del Comune, Simona Guioli, direttore del museo cittadino, Maria Gabriella Lusi, direttore del carcere, Stefania Cucciniello, comandante della polizia carceraria, Adele Ianneo, educatrice, Carla Maria Arienti, dirigente del liceo artistico di Brera e la docente Marina Nova hanno presentato il lavoro dei detenuti. L'assessorato e il museo di scienze naturali, in collaborazione con la casa circondariale e gli istituti Brera e Cattaneo di Milano, hanno portato avanti il progetto: 5 detenuti hanno recuperato una collezione di animali impagliati che necessitava di pulizia. In totale sono stati restaurati 270 esemplari di animali. «Questo progetto ha testimoniato la volontà di fare rete tra enti e impresa – ha commentato Lusi – Si dà la possibilità al carcere di mostrarsi all'esterno», realizzando anche un'iniziativa, come ha spiegato Arienti dell'istituto di Brera, che era in cantiere da anni. «I detenuti sono stati molto bravi dimostrando capacità per un progetto in cui la cultura era alla base», ha aggiunto Azzaretti. «Il progetto è iniziato anni fa e siamo giunti a far manipolare materiali di un certo tipo accrescendo le responsabilità», ha concluso Guioli. Marco Quaglini