Gb e Olanda già al voto In Francia il caso Le Pen

di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Mentre a Roma, Parigi e Berlino le campagne elettorali ancora impazzano, a Londra e l'Aia gli elettori da questa mattina si stanno recando alle urne per eleggere i loro rappresentanti per l'ottava legislatura del Parlamento europeo. Quanti saranno, alla fine, è la domanda che si fanno tutti gli osservatori, insieme a quella sul successo che avranno le forze populiste. E proprio ieri, a poche ore dall'apertura dei seggi, due campioni del fronte anti-euro hanno deciso di fare il loro exploit: il francese Jean-Marie Le Pen ha evocato un'epidemia del virus Ebola per risolvere il problema dell'immigrazione, mente l'olandese Geert Wilders ha "amputato" con una sforbiciata la bandiera dell'Unione della stella olandese. Domani si voterà in Irlanda e Repubblica ceca, sabato a Malta, in Lettonia e in Slovacchia e domenica tutti gli altri Paesi, con l'Italia ultima a chiudere i seggi, alle 23: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Quasi 450 milioni di elettori, con i più giovani in Austria, dove si vota già a 16 anni. È normale che si voti in più giornate perché si tende a rispettare i giorni di votazione abituali in ogni paese membro, limitandosi ad accorpare il tutto in una sola settimana. In teoria, poi nessun risultato dovrebbe trapelare prima delle 23 di domenica, quando saranno chiusi i seggi italiani, questo perché non si influenzi il voto degli elettori. Ma sarà impossibile mantenere il segreto. In Gran Bretagna in ambienti euroscettici (cioè, nella gran parte del Paese) circolano voci minacciose che dicono che si farà trapelare qualcosa addirittura giovedì, con l'intento chiaro di influenzare gli elettori di altri paesi. Come è successo in elezioni precedenti qualcosa uscirà, è inevitabile, non si riesce a tenere un segreto di questo genere per troppi giorni. Probabilmente ad essere diffusi saranno gli exit poll e non i risultati effettivi, ma questo già potrebbe essere piuttosto invasivo. Da domenica sera alle 23 poi tutta l'attenzione della politica europea sarà su Bruxelles, dove nella sede del Parlamento una struttura al lavoro da mesi e che assicura di essere super efficiente comincerà a diffondere i sondaggi consolidati, che riportano cioè le rilevazioni complessive nei 28 paesi per indicare al più presto l'assegnazione dei seggi e dunque poter capire il nuovo bilanciamento tra le forze politiche. Si andrà poi avanti per tutta la notte. Molte televisioni hanno già annunciato una diretta fino all'alba. Sarà, probabilmente, una notte di festeggiamenti per i partiti anti-euro, che, pur divisi da mille questioni, quella sera riporteranno di certo un successo, che, si spera, porterà qualcuno di loro ad avere un maggiore senso civile, anche se non europeo, come purtroppo ieri Le Pen non ha dimostrato di avere. Nel corso di un comizio a Marsiglia, il presidente dell'Front National ha suggerito che il virus Ebola potrebbe risolvere da solo il problema dell'esplosione demografica nel mondo e il problema dell'immigrazione, che «il signor Ebola potrebbe aggiustare in tre mesi». Per Le Pen, 86 anni, il virus Ebola è una «malattia terribile, come le guerre nucleari o le guerre civili, tale da modificare l'evoluzione demografica che altrimenti sarebbe di per sé catastrofica». Naturalmente il 25 è solo un inizio. La mattina di martedì 27 si riuniranno i leader del Parlamento per decidere come procedere nel confronto, che si annuncia durissimo, con il Consiglio per la scelta del presidente della Commissione europea. Il Consiglio si riunirà poi a cena, e anche lì il tema sul tavolo sarà lo stesso. Se le cose andassero benissimo già a metà luglio il Parlamento potrebbe votare la fiducia al prossimo presidente, ma ci credono in pochi, e si pensa più a settembre. Il Parlamento invece eleggerà i suoi organi di vertice nella prima seduta, convocata dal primo al tre luglio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA