Vetri rotti e furti su una decina di auto in via Villa Serafina

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Un altro raid, altre auto danneggiate nella notte. Questa volta nel mirino dei vandali sono finite le macchine in sosta lungo via Villa Serafina e nel reticolo di strade tra via Donegani e via Villa Eleonora. Finestrini infranti, deflettori sfondati per aprire con maggiore facilità le portiere e frugare nel bagagliaio e nei cassetti. A caccia di spiccioli ma anche di oggetti di valore. «Io non tengo niente in macchina – spiega un residente – eppure mi hanno spaccato il vetro. Mi costerà più la riparazione che non le poche monetine prelevate dal vano nel cruscotto». Dieci le auto contate dagli agenti della Volante chiamati dai proprietari alle prime ore del mattino, quando invece si sarebbe dovuti recare al lavoro. L'ennesima devastazione dopo i danneggiamenti delle scorse settimane in piazzale Marconi e via Breventano, al Vallone, in corso Garibaldi e a San Martino. Nessuno ha sentito il rumore dei vetri infranti. «Abbiamo i doppi vetri e ci chiudiamo in casa – spiega un residente –. E' accaduto anche lo scorso anno: sono state danneggiate tutte le auto parcheggiate sulla strada. Carrozzerie ammaccate, pneumatici bucati. Ma negli ultimi tempi in questa zona sono aumentati anche i furti». Su cinque case con giardino affacciate sulla via, tre sono state visitate dai ladri. «Io vivo sola e ho fatto installare una porta blindata – spiega una pensionata che si affaccia guardinga attraverso le sbarre della cancellata che protegge un cortile –. Non apro a nessuno, mi spiace. A casa di mia sorella sono entrati i ladri già due volte e anche in quella della mia vicina». Indica la palazzina a due piani nascosta dagli alberi da frutto. «Sono entrati in pieno giorno, mentre la proprietaria era al fare la spesa. Hanno scavalcato un muretto e la rete metallica e le hanno portato via collanine e anelli, ricordi di famiglia» dice un'altra vicina. Nel complesso residenziale color terracotta che si affaccia su due lati di via Villa Serafinaterminato da poco, sono ancora pochi gli appartamenti abitati. Di giorno persiane chiuse, campanelli muti. E la strada sottostante silenziosa e deserta. Dalla pista ciclabile che costeggia un lato del palazzone sbuca un uomo in bicicletta. «E' stata completata la pista ciclabile che passa attraverso la Vernavola – spiega Luciano Ferrari, titolare del vicino Mulino che produce farina, riso, mangime –. Sovrasta la nostra proprietà. Non ci sentiamo molto al sicuro. Di notte le strade sterrate qui dietro sono mal frequentate. Di giorno si trovano tracce della permanenza di persone». Non c'è solo la paura dei furti, a cui ora si sono aggiunti i vandalismi sulle auto che non hanno risparmiato altri quartieri della città . C'è anche il problema della Vernavola. E' stata ripulita di recente, spiegano gli abitanti, ma si sta nuovamente "ripopolando" di detriti, rifiuti, tronchi di legno che scendono con la corrente e creano un tappo pericoloso. Nel parco dei Mulini, ovvero in quella parte di Vernavola compresa tra viale Lodi, via Vallone e via Villa Serafina, gli allagamenti sono stati fino allo scorso inverno all'ordine del giorno. Un albero caduto, la scorsa estate, aveva deviato il flusso della Vernavola causando l'allagamento del boschetto racchiuso tra la roggia e la nuova pista ciclabile, e delle abitazioni in fondo a via VillaSerafina.