Un dipinto di Hayez esposto a Vigevano

E' stata prorogata sino al 15 giugno la mostra "Democracy " allestita nella nuova strada sotterranea del castello Sforzesco di Vigevano. Trenta opere fotografiche per esprimere il concetto di "Democracy". Costituiscono la personale dell' artista siracusano Davide Bramante. "Democracy" racchiude in sé nomi e immagini di piazze, città, è un luogo che non esiste, in cui si sviluppa la nozione ideale di democrazia e, insieme, il senso metaforico della democrazia dell'immagine. L'artista, che da sempre utilizza il mezzo della fotografia quale espressione artistica, elabora delle sovrapposizioni temporali e spaziali sviluppando un'indagine sulla società contemporanea e sulla strutture che le ospitano: la città che è ricostruita attraverso l'unione di scatti diversi che sfociano in un'unica visione d'insieme. In mostra per la prima volta insieme lavori inediti focalizzati su tre città: Milano, Firenze e Vigevano. La mostra si visita con i seguenti orari: martedì-venerdì 15 – 18.30; sabato-domenica 10.30 - 18.30 VIGEVANO Francesco Hayez al castello di Vigevano. Da sabato alle 16.30 si potrà vedere il quadro "Caterina Cornaro spodestata dal regno di Cipro" realizzato nel 1842 dal pittore che è considerato uno dei più grandi esponenti del romanticismo storico, conosciuto dai più per il quadro "Il bacio". L'opera è un prestito dell'Accademia Carrara di Bergamo, attualmente chiusa per lavori. «Vogliamo valorizzare – ha detto Daniela Delfrate, assessore alla cultura – gli spazi del castello ospitando opere di un certo valore. Grazie ai contatti maturati in questi anni abbiamo ottenuto questo prestito dall'Accademia Carrara. L'opera, di grandi dimensioni (121 centimetri x 151) resterà a Vigevano fino al 6 luglio e verrà esposta nello spazio prima occupato dalla "Madonna con il Bambino tra i Santi Pietro e Ambrogio" di Bernardino Ferrari che abbiamo invece prestato al Palazzo Reale di Milano ». Non una scelta casuale: Hayez fu maestro del ritrattista vigevanese Giovan Battista Garberini al quale è dedicata un'intera sala della pinacoteca civica. «Hayez – conferma Federica Rabai, conservatrice dei Musei Civici – fu maestro aggiunto dell'Accaddemia di Brera proprio quando la frequentò Garberini. Abbiamo riscontri sulla loro amicizia e stima reciproca. Osservando i dipinti di Garberini si nota chiaramente l'influenza che Hayez esercitò sull'artista vigevanese». Nato nel 1791 a Venezia, in una famiglia di condizioni modeste, Francesco Hayez già da piccolo mostrò una predisposizione per il disegno e lo zio lo affidò ad un restauratore affinché ne imparasse il mestiere.In seguito divenne allievo del pittore Francesco Magiotto presso il quale rimase per tre anni. Frequentò il primo corso di nudo nel 1803 e nel 1806 venne ammesso ai corsi di pittura della Nuova Accademia di Belle Arti di Venezia, dove fu allievo di Teodoro Matteini. Nel 1809 si trasferì a Roma oove divenne allievo di Canova. Nel 1822 venne chiamato a insegnare all'Accademia di Belle Arti di Brera come aiuto di Luigi Sabatelli. Alla morte di quest'ultimo ne assunse la cattedra che tenne fino al 1879. Morì a Milano il 21 dicembre 1882 all'età di 91 anni. Il dipinto esposto a Vigevano racconta un episodio della vita di Caterina Cornaro, veneziana, nata nel 1454 da antica e nobile famiglia, i Cornèr. Fu lei la prescelta consorte di Jacques II di Lusignano che aveva grandi interessi economici nell'Isola di Cipro. Fu un matrimonio di convenienza, e quando Jacques II (Re Zaco, per i veneziani) morì, nel 1473, l'intera eredità dei Lusignano passò nelle mani della Regina Caterina, scatenando l'ira della suocera che organizzò il rapimento del neonato erede ed il massacro della famiglia di Caterina. Dopo mille vicissitudini, battaglie e lotte di potere, Giorgio Corner, fratello di Caterina, la convinse ad abdicare: questa è appunto la scena dipinta da Hayez. La Pinacoteca Civica, che si trova al 1° piano delle scuderie ducali, in Castello, è aperta dal martedì al venerdì dalle 14 alle 17.30, mentre sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 18. Ingresso libero. Selvaggia Bovani