Rinasce il "Circolab"

di Denis Artioli wVIGEVANO Rilanciare il Circolab e aiutare le famiglie del quartiere Pietrasana. E' lo scopo di due progetti sociali, finanziati dalla legge 23, quindi dall'Asl, per un totale di 60mila euro L'attuazione dei progetti è affidata alla cooperativa Altana, all'Anffas (ieri alla conferenza stampa con il presidente, Antonio Scarioni) e alla fondazione Caritas di Vigevano. Giordana Legnazzi (cooperativa Altana) ha presentato il progetto "Qui nessuno è fuori", finalizzato all'interazione sociale dei disabili di varie età e al supporto delle loro famiglie. Da settembre partirà, per i più piccoli, un servizio di Centro gioco, in locali ancora da individuare. A giugno, invece, al Circolab, aprirà il "Circolino", vale a dire un centro ricreativo per giovani e adulti con disabilità motorie e mentali. Quindi il Circolab ricomincerà a riempirsi di attività, dopo che era stato chiuso per una serie di atti di vandalismo che lo avevano colpito. Almeno tre volte la settimana ci saranno iniziative che vedranno il centro aperto anche in luglio e agosto. La fondazione Caritas, rappresentata alla conferenza stampa dal presidente don Moreno Locatelli e da Isabella Cargnoni, ha presentato invece il progetto "Famiglie di cristallo, maneggiare con cura". Un' attività sociale dedicata alle famiglie del quartiere, iniziativa che ha come punto di riferimento logistico la parrocchia della Madonna Pellegrina e la casa-famiglia del quartiere Pietrasana. «Il nome del progetto indica già in sé quali siano le finalità – ha spiegato don Locatelli –. Le famiglie sono fragili e preziose, vanno "maneggiate" con cura e aiutate avviando iniziative di sostegno, rispetto alle problematiche economiche e sociali che possono presentarsi. E' un progetto pilota che intendiamo esportare a tutto il territorio diocesano». Isabella Cargnoni, responsabile del progetto, ha spiegato che, concretamente, la proposta si tradurrà tra l'altro nella creazione di un centro di ascolto e in una serie di laboratori per mamme e donne in difficoltà. «Vogliamo avviare un percorso che porti le persone del quartiere ad aiutarsi reciprocamente, come accadeva nei rapporti di buon vicinato», dice Cargnoni. All'interno del quartiere popolare è attiva la figura del "custode sociale", una persona che vive al Pietrasana e che si fa portavoce e interprete delle necessità dei residenti, soprattutto anziani. Persone che possono avere bisogno di qualcuno che le ascolti o che le aiuti, ad esempio, a fare la spesa. Il 13 luglio sarà organizzata anche la festa del quartiere. L'assessore ai servizi sociali, presente ieri con la responsabile del settore Elisabetta Guido, dice: «Vogliamo che queste iniziative abbiano continuità e, per questo, non escludiamo di spostare qui alcune attività del Comune». ©RIPRODUZIONE RISERVATA