Bolletta gas da 12.590 euro «Non basta la pensione»

di Maria Grazia Piccaluga wCARBONARA Per pagare la maxi-bolletta Pietro Micheli, 87 anni, ha calcolato che dovrebbe versare a Eni la sua pensione per almeno un anno. Tutta intera. Ancora non crede ai suoi occhi, legge e rilegge il conto che gli è stato recapitato per il consumo di gas: 12.590,47 euro. «Un conguaglio – spiega – che io non sapevo neppure fosse previsto. Ma come può un pensionato pagare una cifra simile?». Micheli, che ha lavorato per una vita come mungitore e può contare su una modesta pensione, vive in una porzione di cascina agricola alle porte di Carbonara Ticino. Una strada sterrata e un cancelletto di legno portano alla sua abitazione in cui vive solo, dopo la morte della moglie quattro anni fa. Da quella strada sono arrivati a fine 2010 anche i venditori di Eni Gas and Power con offerte e sconti allettanti. «E in effetti – spiega una figlia – mio padre ha sempre ricevuto bollette contenute, inferiori a quelle che pagava con il precedente gestore. Ma ha pensato che fosse il frutto del nuovo contratto, più vantaggioso appunto. Invece quando abbiamo chiesto chiarimenti abbiamo scoperto che si trattava di un conguaglio. Un calcolo di 12.590 euro per il consumo di gas dal dicembre 2011 al 5 dicembre 2013». E dire, riflettono padre e figlia, che lo scorso anno è stata anche sostituita la caldaia. «Ne è stata installata una a risparmio energetico – dice la donna – . Tra l'altro sulle bollette ricevute finora non si faceva mai cenno a possibili conguagli. Compariva sempre la scritta rassicurante "I pagamenti delle bollette precedenti sono regolari. Grazie". E così noi non abbiamo mai avuto il sospetto che potessero sorgere problemi. Ora, con molta fatica, siamo riusciti a spuntare almeno una rateizzazione». Una storia già sentita, raccontano a Federconsumatori . Nella sede di via Cavallini, a Pavia, è frequente che si presentino utenti che chiedono di contestare bollette a più cifre. «E' un modus operandi che le associazioni di consumatori contestano da tempo a Eni – spiega il presidente di Federconsumatori Mario Spadini –. E'una consuetudine di diversi gestori offrire contratti che prevedono bollette basse, interessanti, per poi presentare il conto finale con un conguaglio invece pesante. L'ente a volte imputa le cifre astronomiche che chiede ai clienti a disfunzioni dei sistemi informatici. Ma non è corretto. Purtroppo non ci stanchiamo mai di ripetere che l'Authority non tutela il consumatore ma l'azienda». E piovono i ricorsi. «In questi casi bisogna munirsi dell'ultima bolletta, erogata dal gestore precedente, con la lettura di chiusura – spiega Spadini – E dell'ultima lettura sul contatore. Facendo i contti e i raffronti possiamo calcolare se ci sono state irregolarità».