Decreto casa, il governo incassa la fiducia
ROMA Il governo incassa la fiducia della Camera al decreto casa, che attende oggi l'approvazione definitiva da parte di Montecitorio. Dopo la manifestazione di sabato contro il decreto dei Movimenti per la casa, la polemica si è oggi riverberata in aula, senza però che i toni trascendessero. I sì sulla questione di fiducia sono stati 324, i no 110. Non si sono registrate sorprese nelle posizioni dei gruppi: tutti i partiti che sostengono il governo hanno votato senza defezioni a sostegno del decreto mentre le opposizioni (Lega, Fi, Sel e M5S)si sono espresse contro. Intanto, davanti al Palazzo un presidio di circa cento esponenti dei Movimenti per la casa ha fatto sentire la propria voce di protesta con cori, slogan e fischi. Nelle dichiarazioni di voto, svoltesi in un'aula semi-vuota, non si sono registrati scontri verbali, anche se i toni di M5s sono stati comunque duri. Al centro del dibattito la norma contestata che vieta di richiedere la residenza e gli allacci di gas e luce a chi occupa abusivamente una casa. Ileana Piazzoni di Sel ha parlato di una norma da cui «traspare una demagogia inaccettabile»: «senza questa norma il nostro voto sarebbe potuto essere diverso», ha aggiunto, visto che il decreto contiene diverse norme positive sulle politiche per la casa. Ancora più tranchant il giudizio di Samuele Segoni di M5S: «Siamo davanti alla macelleria sociale, ad una violenza inaudita». Anche Gian Luigi Gigli, dei popolari per l'Italia, pur esprimendosi a favore della fiducia, ha invitato il governo a tornare sulla norma taglia-utenze, per evitare il rischio che gli inquilini abusivi non possano iscrivere i figli a scuola. A difesa del decreto e della norma anti-occupazione si sono espressi Pier Paolo Vargiu di Scelta civica, Vincenzo Piso di Ncd ed Enrico Borghi del Pd. Secondo Piso è giusto intervenire «contro il racket dell'alloggio abusivo», mentre Borghi ha difeso «il principio di legalità»: non è vero che ha più «diritti - ha affermato - chi lancia molotov o spranga la polizia. Occorre dire basta alle ambiguità, perché noi siamo in Parlamento per difendere i deboli e non i prepotenti». Archiviata la fiducia, domani è in programma l'approvazione definitiva con il voto conclusivo sul decreto.