Trovo, sfrattati al gazebo del sindaco Arrivano carabinieri

TROVO Una coppia sotto sfratto approfitta della presentazione dei programmi elettorali delle due liste per chiedere risposte, ma scoppia il parapiglia tra vcandidati e militanti dell'assemblea per il diritto alla casa di Pavia avvolti nelle bandiere rosse del movimento per il diritto alla casa. Si alza la voce, i candidati gridano alla «manifestazione non autorizzata», la tensione sale e arrivano i carabinieri. Sabrina Pedron, disoccupata da qualche anno, racconta: «Quando sono arrivata da Milano avevo vinto una vertenza sindacale e avevo da parte un piccolo gruzzolo. Sapevo che prima o poi sarebbe finito, e cercavo un lavoro». Nella vita la 44enne sotto sfratto col compagno ha fatto la commessa, la consulente previdenziale, la venditrice. In tasca un diploma di liceo linguistico. «Ho chiesto l'alloggio popolare, ma mi è sempre stato negato – spiega Pedron – L'ultima volta ho anche detto al sindaco che non avendo nessuno che mi possa ospitare, bastava un campo in cui piantare la tenda. Ma non sono stata presa sul serio». Il sindaco uscente Emilio Cappelletti qualche mese fa aveva dovuto affrontale la questione di una famiglia sfrattata che, per alcuni giorni, aveva piazzato la tenda ai giardini pubblici. La crisi e l'emergenza casa non risparmiano i paesini, anzi: lì gli alloggi pubblici sono pochi e in alcuni Comuni i bandi per l'assegnazione si attendono da anni. L'ottobre scorso il Consiglio comunale di Trovo aveva deciso di vendere due alloggi popolari inagibili in modo da sistemare i tre già assegnati, che avevano bisogno di lavori che gli affitti non riuscivano a coprire. «Io in cambio degli aiuti alimentari aiuto le persone anziane, dò ripetizioni. – dice Pedron – Ma non basta e il Comune non fa bandi per la casa popolare. Al gazebo, volevo una risposta davanti a tutti. Il sindaco mi ha detto di prendere un appuntamento: ma quello che non si è risolto in 3 anni dubito si risolva ora». Ieri, purtroppo, non è stato possibile contattare il sindaco. «Noi cercheremo di fare in modo che la signora ottenga una casa – spiegano dalla Rete antisfratto – e torneremo in Comune dopo le elezioni per parlare col nuovo sindaco». (a.gh.)