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VIGEVANO Oltre 600 badanti straniere a Vigevano, tutte con regolare contratto di lavoro. Ormai è una crescita continua. «Le badanti – spiega Iole Barettoni dell'associazione Oltremare – sono quasi tutte straniere. La maggior parte arrivano dall'est Europa, ma ci sono anche quelle del sud America. Tutte però, per restare in Italia, devono avere un contratto regolare. Ecco perché le badanti vengono assunte anche solo per lavorare poche ore a settimana. Poi magari lavorano qualche ora in più, ma in nero». Figli o nipoti, se lavorano, hanno poco tempo da dedicare all'assistenza dei pensionati che vivono in famiglia. Se poi la persona da assistere è malata, le cose si complicano. «Ci sono anche badanti italiane o europee – conclude Barettoni – ma non le conosciamo perché per loro non è necessario alcun contratto. Non è da escludere che abbiano fatto accordi verbali». Ovvero, in nero. «Le badanti – aggiunte Domenico Fornasari, presidente dell'associazione Auser - sono cresciute a dismisura a Vigevano: metà delle risorse degli anziani, quelli che non hanno figli cui rivolgersi, vengono usati per la badante. Ora c'è anche quella "di condominio o di scala": conosco due o tre casi in cui la stessa persona pulisce gli spazi comuni e segue due o tre anziani, che vivono nello stesso palazzo e si dividono la spesa. È un fenomeno cresciuto negli ultimi dodici anni. Gli anziani spesso ci chiedono informazioni, noi li mandiamo alla Caritas». Per un contratto da 40 ore a settimana, dal lunedì al venerdì, più il vitto si pagano 800 euro lordi al mese, ma esiste anche il cosiddetto "bonus badanti", pari a circa 300 euro al mese. «Si tratta di un contributo – spiega Andrea Ceffa, assessore ai servizi sociali – che eroghiamo a chi ha necessità di una badante ma si trova in difficoltà economica. La badante deve essere assunta con un regolare contratto, tanto che per ottenere il contributo, occorre presentare le attestazioni di avvenuto pagamento dei contributi dell'assistente familiare». Oltre al contributo c'è un servizio di monitoraggio/tutoring per il periodo di un anno. «Ad oggi – spiegano poi dagli uffici – sono 15 le richieste accolte dal Comune. Si tratta di adulti non autosufficienti che ricorrono all'assistente familiare evitando quindi l'ospedalizzazione o il ricovero in case di riposo». Il bonus badanti rientra negli obiettivi definiti dal Piano di zona di Vigevano, ovvero favorire la permanenza a casa di persone con invalidità pari al 100%. Il valore del buono varia da un minimo di 250 a 400 euro al mese, come contributo a copertura delle spese sostenute. Per ottenerlo, occorre un Isee inferiore a 30mila euro del nucleo familiare e un contratto di lavoro dell'assistente familiare. Selvaggia Bovani