«Più attenzione al verde e alla raccolta rifiuti»
GODIASCO SALICE TERME Cura del parco di Salice, più iniziative nei mesi invernali, qualche isola ecologica in più. Ecco qualche proposta che arriva da chi vive qui. Intanto il mantenimento del parco di Salice (di proprietà della società Terme, ma di uso pubblico) con la speranza che possa tornare a rivivere i vecchi fasti è una delle principali preoccupazioni dei salicesi. «Anche se non hanno più fatto il concorso ippico sarebbe bello mettere a posto il campo erboso principale e rimettere le staccionate. Ci vorrebbe qualche manifestazione anche in inverno perché da settembre a marzo ci siamo solo noi salicesi – commenta Vito Macaluso che vive a Salice da una ventina d'anni – Il grand hotel è in disuso da tempo, non si potrebbe pensare a qualcosa?». «Si potrebbe rivalutare il parco e creare un indotto durante le settimana, non solo quando ci sono i locali – dice Cinzia Dellagiovanna – Quando ero bambina si facevano concerti e attività per i bimbi: il posto si presterebbe molto e sarebbe un indotto. Qualche isola ecologica in più per la raccolta differenziata servirebbe». «Salice alta necessita di manutenzione delle strade – suggerisce Simone Sturla – Sarebbe bello che ci fosse un progetto alle Terme per creare un centro benessere stile Pre Saint Didier». Se per i salicesi è importante il polmone verde in centro paese, i godiaschesi invece chiedono maggiori iniziative che possano coinvolgerli. «Sono state organizzate iniziative culturali, ma ci vorrebbero anche proposte più ‘popolari', come organizzare eventi enogastronomici all'aperto, per attirare persone», rileva Marco De Zanetti, che gestisce con la famiglia il bar Roma in centro paese a Godiasco. Anche l'esercente Francesco Spalla pone l'accento su un numero maggiore di iniziative in paese. «Cantine aperte hanno avuto un grande successo – racconta – bisognerebbe organizzare di più progetti di quel genere e sfruttare di più le strutture: essendo un paese di passaggio si fermerebbe più gente». «Qualche proposta in più per i giovani non sarebbe male, per rendere il paese più vivo», conclude Luisella Culacciati. Marco Quaglini