Riforma regionale, cortei e picchetti contro i tagli
PAVIA Il 21 maggio una manifestazione in Regione a Milano, il 29 picchetti in tutti gli ospedali, e il 4 giugno un corteo di tutta la sanità lombarda a Pavia dal San Matteo alla Prefettura. «Dobbiamo reagire a quello che sta accadendo nella sanità» ha annunciato ieri Mimmo Galeppi, segretario Uil Fpl, al termine dell'attivo provinciale della sanità pavese con oltre cento delegati di tutta la provincia all'Asl. Mobilitazioni che nascono dopo la riorganizzazione del sistema sanitario lombardo voluta dalla giunta Maroni. I temi del documento approvato all'unanimità vanno dalla ormai strutturale carenza di personale (oltre 600 unità in tutta la provincia, spiega Galeppi) al crescere dei costi per le consulenze, passando per la mancata attuazione di riforme come quella sulla continuità assistenziale. «Manca un piano strategico per la sanità lombarda e, di conseguenza, pavese», spiega Domenico Mogavino, Cisl Fp, che ricorda come la sanità in provincia corrisponda a circa il 60% del Pil. «La carenza di personale e una diminuzione degli stipendi porteranno una peggioramento delle prestazioni perché l'incentivo a fare meglio verrà meno», spiega Gilberto Creston, Fp Cgil. Ma il disagio è dovuto non solo ai tagli previsti sulle risorse aggiuntive regionali, un "bonus" in busta paga che in pochi anni è passato da 110 a circa 400 euro e serviva a coprire progetti per smaltire liste d'attesa e garantire orari più lunghi: «Mancano gli accordi per il periodo estivo all'Azienda ospedaliera e al S.Matteo – spiega Galeppi – Dobbiamo garantire almeno le ferie estive». «All'Asl ci sono uffici chiusi quando scattano le pensioni. Per questo motivo le liste di attesa e le pratiche subiscono ritardi» aggiunge Mogavino. Nel documento finale le carenze di personale sono definite «una vera e propria emergenza di sanità pubblica». E anche gli 80 euro in più del Governo Renzi in busta paga sono guardati con sospetto: «Secondo i nostri calcoli, chi ha lavorato quattro mesi ma senza contrattazione di secondo livello e premi di produzione ora avrà gli 80 euro in busta paga, ma alla fine l'attribuzione di questi soldi si definisce a dicembre e molti infermieri supereranno la quota e per questo dovranno ridare a febbraio 560 euro, cioè 80 euro per 7 mesi percepiti indebitamente» dice Galeppi. (an.zit.)