Giovedì nero a Piazza Affari: in una seduta "bruciati" 17 miliardi
La tempesta perfetta: sui listini del Vecchio Continente e, soprattutto, su Milano e Madrid è un giovedì nero. Ad affondare Piazza Affari è il dato choc sul Pil tornato, a sorpresa, a calare nel trimestre. E ad aggiungere ulteriore benzina sono anche le voci, poi smentite dal Tesoro, di una tassa retroattiva sui Titoli di Stato. Un mix micidiale che fa volare lo spread, oltre ogni aspettativa. Il differenziale tra Btp e Bund che in apertura oscilla sui 152 punti, arriva a toccare l'asticella di 184 punti per poi ripiegare, in chiusura, a 180. E ad alzare la tensione sui mercati è anche la seduta no di Wall Street con la trimestrale di WalMart. Sta di fatto che sul listino italiano le banche vanno al tappeto e, a fine giornata, i miliardi di capitalizzazione andati in fumo sono più di diciassette. Nella sostanza è come se, in un'istante, la lancette dell'orologio fossero tornate indietro con nuovi timori sui Paesi periferici e la speculazione a far da padrone sui listini. Paure peraltro supportate anche dalla crescita zero del prodotto interno lordo in Francia. Ma, nel riavvolgere il nastro di una giornata convulsa, sono soprattutto i rumor di una tassa sui capital gain realizzati sui titoli di Stato greci, da applicare agli investitori non residenti, a scatenare l'impennata degli spread e le forti perdite in Borsa già deboli in mattinata per i Pil deludenti di Paesi come Francia e Italia. Voci che Atene smentisce e che si estendono anche all'Italia. Il Tesoro però le smonta con una nota a Borsa chiusa. Ora lo sguardo è rivolto, ancora una volta, alla Bce e alle mosse che Francoforte ha in serbo per giugno.