«Pavia produttiva bella e solidale»
di Linda Lucini wPAVIA Ha un'idea chiara della Pavia che vuole: «Attrattiva nel suo complesso, produttiva e solidale perchè nessuno può farcela da solo e poi bella e vivibile». Cristina Niutta, 48 anni, ex assessore in rotta con la giunta Cattaneo, si candida a sindaco con il sostegno di Scelta civica, Fare per fermare il declino e dal Partito liberale. Tra i punti principali del suo programma c'è la prevenzione e il contrasto della corruzione. È un atto di accusa o solo un impegno ? «È un punto programmatico. Sono convinta che dal rispetto della legge e delle regole per tutti parta tutto il resto». C'è chi vuole vendere Asm, chi vuole renderla più efficiente, lei? «Asm è una realtà occupazionale importante. Voglio preservare quanto di buono c'è in azienda, ma Asm è nata per scopi precisi e quelli devono restare. Dovremo pensare solo se rafforzare il legame con altri territori per alcuni servizi. Sono certa però che così Asm non può rimanere, c'è bisogno di andare verso qualcosa di diverso». Asm lavori va venduta? «Sì, va venduta. Non solo: se dovessimo riscontrare come vere le notizie che circolano di un notevole passivo in bilancio, va chiusa e va anche valutata un'eventuale azione di responsabilità». In materia di lavoro e sviluppo lei propone dei buoni da 10milioni per chi investe a Pavia. Si spieghi meglio? « Vorremmo che i nostri giovani laureati restassero a Pavia e, per incentivare imprese innovative legate ai giovani, penso a 10mila euro di sgravi fiscali comunali a fronte di un investimento di 20mila euro a queste aziende». Del Pgt approvato che ne pensa? «Si è voluto dare possibilità di sviluppo delle aree di proprietà pubblica, ma non è la proprietà il criterio che dà il diritto o meno di devastare il territorio. Pensiamo un modo diverso di usare la città. Per me lo strumento urbanistico giusto è il masterplan che vale 20 anni e individua i settori e le destinazioni evitando così di nodificare i progetti ad ogni cambio di amministrazione. Penso a un masterplan che deve uscire da un concorso internazionale di idee. E poi non bisogna continuare a costruire ma accorpare i comuni limitrofi con un'unione amministrativa. Si risparmierebbe sui costi e si potrebbe intervenire sui problemi collettivi». E le aree dismesse? «Ci vorrebbe qualcosa che spinga a costruire lì e non altrove. Per questo vogliamo cambiare il Pgt che prevede la costruzione di case su aree verdi». In aiuto allo sviluppo servirebbe anche più formazione, ad esempio in materia di turismo a Pavia l'inglese è per molti una lingua sconosciuta. «Si può lavorare su questo fronte come Comune e in sinergia con le associazioni, ma io vorrei, che ci si aprisse non solo all'inglese, ma anche al cinese. Servono corsi specifici perchè bisogna internarzionalizzarsi». La città vivibile passa attraverso una mobilità adeguata. Ha idee in merito? «Pavia ha una pressione notevole di gente che si sposta : 10mila universitari, 6mila studenti delle superiori, 12mila pendolari e poi tutti i dipendenti e i fruitori dei poli sanitari e universitari. In un quadro così deve cambiare la mentalità. Bisogna dare la precedenza a trasporti pubblici, pedoni, ciclisti, disabili e solo dopo alle auto». Nei fatti tutto ciò come si traduce? «Chiudendo a tutti gli assi centrali. Via autobus e via il carico e scarico come viene fatto oggi. Poi rendiamo corso Cavour un vero salotto non quel misto di asfalto, porfido e crateri che è oggi. Infine piste ciclabili realizzate sui marciapiedi anche se questo significa togliere gli stalli blu. In Lungoticino si potrebbero realizzare subito».