«Sanità, la Regione è immobile»
PAVIA «Invece di pensare alla gestione degli appalti milionari la sanità pavese avrebbe bisogno di un grande lavoro di rigore e serietà, per dare una vera scossa al sistema, con impegni chiari e quantificati». Enrico Frisone, presidente provinciale del collegio infermieri Ipasvi prende posizione ufficiale dopo la tempesta giudiziaria che ha lambito anche la sanità pavese in un momento in cui questa è stretta tra tagli di risorse e strutturali carenze di personale negli ospedali. «Non è vero che dal Servizio sanitario nazionale non si possono ottimizzare le risorse – spiega – o che le risorse non ci sono, c'è solo bisogno di un sistema trasparente per coloro che devono gestire miliardi di euro del fondo sanitario regionale». Per il presidente Ipasvi il primo passo è «sbloccare le assunzioni per rianimare la sanità». E alla Regione chiede dunque «sblocco del turn over, adeguamento degli organici, sviluppo della sanità territoriale» in quanto «sono cambiati i bisogni di cura e di assistenza legata all'invecchiamento della popolazione, con un numero crescente di pazienti affetti da multipatologie che necessitano di cure sempre più complesse». Tutte cose che l'assessore alla sanità Mario Mantovani ripete da mesi, ma che non hanno ancora trovato una concreta traduzione. «Non è più rinviabile - sostiene Frisone - il problema degli oltre 6000 infermieri che mancano nella nostra Regione mentre addirittura abbiamo colleghi disoccupati. Non perché manchino le possibilità di lavoro per questi professionisti, di cui anzi ci sarebbe un gran bisogno, ma per gli effetti di politiche miopi troppo concentrate sul taglio dei costi».