No-Tav: Torino-Lione già morta

TORINO Per il movimento no-Tav la corsa della Tav Torino-Lione è finita. «La Commissione Europea ha quasi dimezzato il contributo ed ha registrato un notevole ritardo dovuto a difficoltà amministrative e tecniche». È questa la tesi degli oppositori italiani e francesi che oggi hanno presentato un dossier con dati su costi e tempi ed osservazioni della Ue. Un'iniziativa che non stupisce più di tanto Mario Virano, presidente dell'Osservatorio sulla Torino-Lione e della commissione intergovernativa italo-francese: «Comprendo - commenta - che tra quindici giorni ci sono elezioni e che tutto fa brodo, ma l'ipotesi che la Torino-Lione si possa fermare è destituita di ogni fondamento. L'opera va avanti e solo pochi giorni fa da Bruxelles è arrivata l'ennesima conferma che la nuova ferrovia è una delle priorità strategiche». Il movimento no-Tav attacca: «la Commissione Ue ha decurtato i contributi del 41% ed il pesante ridimensionamento riguarda tutto il programma: l'importo complessivo arriverà ad avere un taglio del 57%». Virano illustra una situazione ben diversa: «Non cambia l'importo del contributo: dei primi 671 milioni ne abbiamo spesi la metà, ma il termine per impegnarli è stato spostato dal 2013 al 2015. In ogni caso, la restante parte verrà recuperata nel prosieguo delle attività, come è prassi abituale. Per i fondi futuri - prosegue il commissario di governo - bisogna attendere il bilancio 2014-2020». Nel frattempo, proseguono i lavori di scavo del tunnel "geognostico" di Chiomonte. Ma ad un ritmo «da lumaca - sostiene il movimento no-Tav - la talpa scava 2,5 metri al giorno, contro i 10 previsti. Di questo passo la galleria sarà completata solo a febbraio 2018: oggi dei 7 km previsti sono stati scavati solo 641 metri». Numeri rigettati da Virano: «Qualche giorno fa lo scavo era a 651, oggi è arrivato a 701. Si "bucano" 300 metri al mese e all'inizio dell'estate taglieremo il traguardo del primo chilometro».