Lavoro, bus e nomine la sfida dei 9 candidati
di Linda Lucini wPAVIA Regole ferree, risposte rapide. Tutti i nove candidati schierati sul palco in rigoroso ordine alfabetico, tre minuti a testa cronometrati per rispondere alle domande. Così si svolte tre ore di confronto tra i candidati al Mezzabarba organizzato dalla Provincia Pavese in un'Aula del 400 stipata di gente e prodiga di applausi alle risposte degli aspiranti sindaci. Si comincia con una citazione da «Le Città invisibili» di Italo Calvino e via con le domande. Il lavoro e le azioni concrete da mettere in atto. «Le ricette – risponde Alessandro Cattaneo scelto dall'alfabeto come primo a parlare – le abbiamo cercate in squadra agendo su diversi fronti, a cominciare dallo spostare dal Bivio Vela alla zona Ovest spazi per nuovi insediamenti. Abbiamo puntato su un Polo tecnologico privato che con le istituzioni vicine e ha creato tante start up. Io in quel progetto ci ho creduto, così come nel creare un fondo ad hoc per aiutare artigiani e commercianti a crescere». Massimo Dagrada punta sulla green economy, senza dimenticare di mantenere i posti che ci sono come quelli di Merck e Consorzio agrario. Per Massimo Depaoli competenze e bellezze artistiche soprattutto in vista di Expo sono la risorsa chiave, come pure l'efficienza energetica («opere a costo zero che fanno lavorare tante persone»). «Infine bisogna creare soclidarietà e coesione proprio perchè senza il lavoro anche queste vanno in crisi», dice Depaoli. «Ci sono logistiche e coop sociali con contratti a 5 euro l'ora», aggiunge Elena Felicetti». Per Niccolò Fraschini servono defiscalizzazione, investimenti produttivi nelle aree dismesse e puntare sul turismo, riducendo al minimo la tassazione comunale». Per Mauro Manfrinato la crescita anche economica può arrivare dal patrimonio culturale ed artistico. Cristina Niutta invece pensa «a un buono da 10mila euro per chi ne investe almeno il doppio nelle aziende locali». Giuseppe Polizzi dice che bisogna creare nuovi spazi impreditoriali e poi cita il Polo tecnologico sottolineando però che i soldi «promessi da Comune Provincia non sono mai arrivati». Polizzi ricorda che burocrazia e l'assenza di credito minano le attività artigiane. Walter Veltri ricorda i 12mila pendolari («professionalità portate fuori città») e la perdita di Pavia del suo apparato produttivo: «Servono interventi sul settore monumentale. Abbiamo la Certosa e non si è riusciti neppure a farla inserire tra i beni dell'Unesco». Tante case in città e tanti senza un'abitazione. Tocca a Veltri che subito punta il dito contro la «criminalità speculativa» e ricorda le intimidazione a suo danno: «Diversi interventi sono oggetto della magistratura e ora con il Pgt si continua sulla stessa strada; si devasterà il centro storico costruendo nei giardini e creando box sotto terra». Polizzi sfodera il no ricevuto alla sua proposta di limitare a 3mila euro le spese elettorale destinando i soldi ricevuti a un fondo aiuto-famiglie. «E' immorale – dice Niutta – che ci siano appartamenti chiusi da anni o in condizioni tali che se va l'Asl li chiude. Il Pgt prevede costruzioni su aree verdi, bisogna farle realizzare sulle aree dismesse». La ricetta di Manfrinato sono le case a riscatto. «Sugli scandali – aggiunge Fraschini – ha nno fallito destra e sinistra – Per 5 anni non si deve costruire solo nelle aree dismesse. No al blocco degli sfratti perchè penalizza i piccoli proprietari». «Il problema sono i palazzinari e la svendita del patrimonio pubblico – dice Felicetti – Creiamo un fondo di mutuo soccorso e progetti di autorecupero da scalare sugli affitti». Depaoli pensa al microcredito comunale, alla ristrutturazione degli edifici, al rispetto della graduatoria e alla risposta all'emergenza con strutture di accoglienza. Depaoli ha da dire anche sul Pgt: «Si fa costruire su terreni agricoli ma solo di proprietà del policlinico. Un'idea scellerata se si vogliono far partire le aree dismesse. La politica degli amici degli amici è una lezione del passato che dobbiamo imparare, ora ci vuole legalità totale». Sì alla moratoria degli sfratti per Dagrada, costruzioni solo sulle aree dismesse e censimento degli spazi inutilizzati. Cattaneo difende il Pgt: «Si dice che si deve intervenire sulle aree pubbliche e quali sono se non Comune, università e policlinico? Con il piano di Albergati si sono costruiti 300mila metri quadri, il nostro Pgt ne prevede 20mila e ci sono delle esigenze come il campo degli Aquilotti. Ad ogni modo basta con le sentenze prima ancora che siano emesse anche perchè poi c'è chi deve chiedere scusa: non accetto lezioni di moralità da nessuno. In ultimo sugli sfratti vorrei agire con giustizia e carità». Verde, centro storico, trasporti, la vivibilità di Pavia. «Ci siamo battuti per difendere i trasporti – dice Cattaneo – Abbiamo messo in campo il Noctibus, abbiamo aiutato a portare a Pavia la S13, aperto il carsharing e potenziato il bikesharing e realizzato rotonde che hanno fluidificato il traffico». «Disincentiviamo l'accesso al centro con le tariffe e con parcheggi a corona», dice Dagrada. «I singoli interventi non funzionano – dice Depaoli – bisogna mettere mano al piano urbano del traffico fermo a 15 anni fa. Centralizziamo il carico e scarico dei non alimentari, riserviamo strade ai bus e mettiamo l'incolumità dei pedoni al primo posto, invece di rotonde inattraversabili a piedi». Felicetti punta su posteggi gratuiti e sul potenziamento dei bus soprattutto con l'hinterland. Fraschini rilancia sull'importanza del Ticino, di nuove piste ciclabili, la chiusura al traffico di Strada Nuova e corso Cavour con bus navetta fino al Demetrio. Niutta ricorda che Pavia è la seconda città più inquinata d'Europa per ozono e polveri sottili. Polizzi sbotta: «Basta fare campagna elettorale sulle bugie. Se c'è la S13 non è per Cattaneo, ma per i cittadini che erano a tutti i tavoli. Chiediamo ai residenti del Vallone, di cascina Pelizza e ai pendolari se i bus sono efficienti». Veltri torna sulle vicende giudiziarie e dice a Cattaneo di fare il nome di Piero Trivi: «E' lui quello delle scuse. Tutti richiamano le vicende giudiziarie, ma dove erano quando le abbiamo denunciate? Ci sono responsabilità politiche e quelle Cattaneo le hai tutte tu. E in tema di città vivibile lo è quella che non ha periferie da riqualificare, che non ha famiglie in difficoltà, senza slot e criminalità speculativa». Nomine e trasparenza. «Non ho parenti nè a Asm, nè al policlinico, nè al Santa Margherita, quanti possono dire lo stesso? - incalza Veltri – Ettore Filippi è al policlinico perchè ha sostenuto Cattaneo, lo sarebbe anche con la sinistra perchè ha sostenuto Daniele Bosone. Lo stesso vale per il figlio di Filippi. Ridurrò gli assessori e toglierò capi di gabinetto». Polizzi sottolinea che c'è «la traslazione del consiglio comunale nei cda»: «Noi li azzereremo tutti». Niutta si accalora e parla di «delibere redatte da Asm portate in Comune e approvate dalle giunte Cattaneo e Capitelli»: «Ho il vizio di leggere gli atti, così mi hanno mandata a casa». Manfrinato chiede più controlli e sfodera l'idea di battere moneta locale. «Asm è la Disneyland dei politici non eletti e noi paghiamo il biglietto», sbotta Fraschini. Felicetti vuole tagliare consulenze e privilegi. Depaoli si alza e sbotta: «Diminuire gli assessori e tagliare le consulenze sono previsti per legge. Ad Asm voglio un amministratore unico, voglio dirigenti assunti a tempo determinato da mandar via se non fanno bene. Fermo restando il requisito dell'onestà, bisogna dare indirizzi per far funzionare meglio i servizi». Dagrada definisce Asm lavori «una società creata per dare appalti agli amici degli amici». Cattaneo rimanda le accuse al mittente: «Rivedrò la governance di Asm che però ho preso con 4 milioni di debiti e ora è in attivo. Abbiamo avviato la differenziata che va bene, lo stesso il piano neve». Spese per la campagna elettorale e i finanziatori. «Spendo 40mila euro. I manifesti sui bus? 7 mila euro in tutto», dice Cattaneo. «Spendiamo 2mila euro per questo abbiamo declinato la richiesta di Polizzi», dice Dagrada . Depaoli parla di 30mila euro: «Finanziatori e fatture sono sul mio sito aggiornati in tempo reale». Felicetti indica1500 euro, Fraschini 18 mila, Manfrinato 300 euro, Niutta 20 mila. Polizzi ribadisce la cifra di 3mila e Veltri di 7mila euro. L'appello agli elettori e il perchè delle candidatura. Veltri chiede il voto perchè «Pavia è la nostra casa comune». Polizzi ne approfitta per «rimettere al centro le persone sia disabili, migranti gay o trans». «Amo Pavia e voglio dare un futuro a mio figlio in questa città», dice Niutta. Manfrinato si emoziona dice di aver deciso di candidarsi «dopo un bicchiere d'assenzio in un bar» e poi scoppia in lacrime. «Mi candido perchè ho visto il malaffare e mi è bastato», dice Fraschini. Felicetti si apella a chi sta con i deboli e gli sfruttati. «Voglio fare il sindaco a tempo pieno, perchè sono una persona che crede nella partecipazione e perchè non userò l'incarico come trampolino per la politica nazionale». «Il Pd ha nesso una bella persona come depaoli, ma il partito resta quello. Vi chiedo un voto non per me, ma per voi». « Mi ricandido affinchè il cambiamento avviato continui», dice Cattaneo.