La sonda-meteo atterra in Lomellina

MORTARA È finito in una risaia il volo della sonda per lo studio dell'ozono, lanciata nell'atmosfera sabato scorso da un gruppo di giovani appassionati di meteoreologia e studi atmosferici di Cavaglià, centro piemontese ai confini tra le province di Vercelli, Biella e Torino. La sonda ha fornito uno sguardo d'insieme su un'ampia fetta di terra ripresa dall'altezza di 22mila metri. Poi, come previsto, è precipitata a terra: un problema minimo, dato che la sonda è composta da un pallone gonfiato ad elio con attaccate due telecamere ed un sistema di segnalazione gps. «Stiamo elaborando i dati raccolti – sottolinea Simone Ippolito, il 23enne pizzaiolo di Cavaglià che dedica il tempo libero agli studi sul meteo e l'atmosfera – Ma da un primo sguardo lo strato d'ozono sulla Lomellina ci è parso buono. Ora elaboreremo tutti i dati disponibili e poi li renderemo noti». Ma come ha fatto la sonda, chiamata Lady1, a percorrere sopra l'atmosfera i circa 60 chilometri che separano Cavaglià da Mortara? Grazie alla forza dell'elio, gas con cui è stata gonfiata, che le ha dato la propulsione per uscire dall'atmosfera. E volare verso Mortara, seguendo in buona sostanza il percorso previsto alla vigilia che prevedeva un passaggio sopra la provincia di Alessandria che confina proprio con la Lomellina. Curiosa anche la storia del centro meteo di Cavaglià, nato nel 2005: è autofinanziato dai giovanissimi appassionati guidati da Ippolito. Sono stati loro, supportati anche da alcuni sponsor, a costruire la sonda Lady1 che ha scandagliato l'atmosfera fino a cadere nelle campagne di Mortara. (s.bar.)