Spacciavano coca e hashish, sette arresti
Cava Manara, sabato alle 11 sarà inaugurato il nuovo depuratore di via Pascoli, accanto alla piazzola ecologica comunale. Il cantiere era partito nel marzo dell'anno scorso: due milioni di euro l'importo dei lavori, realizzati da Pavia Acque. Triplicata la potenzialità del depuratore che servirà fino a 15mila abitanti, contro gli attuali 5mila. Si tratta del primo impianto a membrana realizzato in provincia di Pavia, una tecnologia avanzata che permette di risparmiare sul volume dell'impianto e di ottenere un'acqua molto povera di nutrienti. di Adriano Agatti wPIEVE P.MORONE Lo «zio» e il «cobra»: Morad Addi, 30 anni, residente a Pieve e Costantino Corona, 30 anni, anche lui di Pieve Porto Morone. Secondo i carabinieri erano a capo di un'organizzazione che spacciava cocaina e hashish nelle campagne di mezzo Pavese. I due sono stati arrestati, ieri all'alba, insieme a cinque complici. Sono tutti accusati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nella stessa operazione sono state segnalate alla magistratura altre sette persone mentre 180 clienti, tra i 18 e i 55 anni, sono stati segnalati alla prefettura come clienti. L'indagine dei carabinieri della compagnia di Stradella, coordinati dal capitano Francesco Spera, è iniziata oltre un anno fa e l'intera banda è finita in carcere. Un'organizzazione formata da marocchini, egiziani e anche da un italiano. Oltre ai due «organizzatori» sono stati arrestati Walid Abdelloulj, 30 anni di Cagliari, Addi Badreddine, 26 anni di Pieve, Yassine Yaqini, 23 anni di Pieve, Sabri Mansour, 27 anni di Pieve, Alim Unguru, 21 anni, di Pieve è ai domiciliari. Gli indagati sono di Castel San Giovanni. Le indagini sono quindi iniziate oltre un anno e mezzo fa. I militari della compagnia di Stradella avevano saputo dell'esistenza di un «giro» di droga nelle campagne di Pieve Porto Morone. Uno spaccio che stava diventando sempre più vasto con i clienti che arrivavano da diverse province. I carabinieri hanno così iniziato servizi di pedianamento e di appostamento nelle campagne e nei boschi intorno a Pieve, Chignolo Po, Genzone, Gerenzago e Vistarino. Ma non solo. Gli spacciatori si «allungavano» anche nel Lodigiano e nel piacentino. Gli investigatori dell'Arma sono riusciti in tempi brevi a risalire ai responsabili dell'organizzazione e hanno identificato alcuni clienti che, presi a verbale, hanno ammesso di aver acquistato la droga. Le ordinazioni venivano eseguite con i telefoni cellulari. Negli orari di punta dello spaccio nelle stradine di campagna si formavano vere code delle automobili dei clienti che volevano acquistare soprattutto il «fumo». I carabinieri hanno proseguito le indagini per diversi mesi con filmati e intercettazioni telefoniche. I militari della compagnia di Stradella sono così riusciti a tracciare un quadro preciso di un'organizzazione che stava aumentando sempre di più il volume di affari. Gli investigatori hanno anche fermato numerosi clienti. Al termine dell'inchiesta è stata inviata un'informativa al sostituto procuratore della repubblica di Pavia Paolo Mazza. Il magistrato ha poi chiesto l'emissione degli ordini di custodia cautelare in carcere per i principali componenti dell'organizzazione di spacciatori. Le ordinanze sono state firmate dal Gip del tribunale di Pavia e, ieri mattina, sono state eseguite dai carabinieri di Stradella. I militari hanno utilizzato anche i cani antidroga arrivati dal nucleo cinofili di Orio al Serio. Nel corso dell'indagine sono stati sequestrati due chili di hashish, cento grammi di cocaina e circa ventimila euro in contanti.