«Troppa delinquenza, abbiamo paura»
BRONI Stupita, quasi attonita, la gente di Broni si interroga sulla «mancanza di sicurezza in città». L'aggressione avvenuta in pieno giorno e in pieno centro, fa discutere. E suscita rabbia in chi vuole che Broni resti una città vivibile. Come Romano Gandini, ex consigliere provinciale. Che sottolinea: «Cosa bisogna fare in questi casi? È sufficiente applicare le leggi penali. Invece di mandare fuori i delinquenti dal carcere, bisogna ampliare le strutture di detenzione. Anche qui a Broni l'immigrazione ha creato squilibri e il clima è indubbiamente cambiato». «Sicurezza? Questa parola mi fa sorridere – dice Oreste Mangiarotti –. Pensi che a casa mia hanno rubato due volte in cinque anni. Non si vive più serenamente, questa è la verità». Non la pensa diversamente Enrico Aprici, che sottolinea: «La situazione è veramente preoccupante. Si è trattato di un'aggressione in pieno giorno e proprio nel centro della città. Ho saputo che nella notte, poco distante, c'è stato un altro evento violento. Non si può certo stare tranquilli di fronte ad una situazione del genere: la gente incomincia ad aver paura di girare. Se poi questi fatti si verificano alla luce del sole la preoccupazione aumenta. Prima di uscire di casa ci si può preoccupare di cosa possa capitare. L'immigrato aggredito era una persona conosciuta, girava spesso vendendo fiori». «Ho saputo dell'accaduto da mia moglie – spiega Aldo Mezzadra – e sono subito venuto in bici a vedere. Sono cose che lasciano senza parole, oltre tutto in pieno giorno e in una zona dove ci sono diversi bar, quindi molto frequentata. L'aggredito era conosciuto, una persona con qualche problema. Nei giorni scorsi lo avevo visto al supermercato ed aveva avuto difficoltà a pagare». Franco Scabrosetti