«Servono latte e olio per i poveri»
PAVIA Fra Celestino aspetta che tutti abbiano trovato posto, poi invita i commensali della mensa del povero, nella saletta del convento di Canepanova, a recitare una preghiera. Un grazie alla Provvidenza che ogni giorno fa trovare nel piatto di 110 poveri una pietanza calda.Tutti i mezzogiorni, su due turni. E la Provvidenza, in questo caso, ha il volto e le mani dei frati francescani e dei volontari che ogni mattina sminuzzano verdure, pelano patate, fanno bollire pentoloni di pasta o rimestano enormi tegami di riso. «Tutto questo è reso possibile dalla generosità di chi ci aiuta – spiega fra Celestino Pagani, responsabile della mensa del povero –. Ci sono tante persone che lasciano offerte per la mensa e assicuro che per questo unico scopo vengono spese. E c'è chi fa a fare la spesa ad Alta Sfera e ci fa consegnare pacchi alimentari in modo anonimo». I benefattori sono tanti. Da Griffini che ogni sera regala il pane avanzato a Zerbimark che dona i prodotti freschi, insalata ma anche formaggi, così come Roscio. Griffovo consegna le uova e un salumiere di Albuzzano aiuta con altre provviste. Tutti i sabati la macelleria equina di via Teodolinda consegna nelle mani di fra Celestino, che arriva con il furgoncino del convento, un pacco con la carne. Ma la dispensa si svuota in fretta, il bisogno è in continua crescita. I generi alimentari infatti servono alla mensa, che sforna ogni giorno il pasto per 110 persone, ma anche alla preparazione di 90 pacchi per le famiglie in difficoltà. Coppie con bambini piccoli, papà separati, anziani. «Siamo rimasti senza latte, zucchero, pasta, pelati e scatolame – spiega fra Celestino –. Ci servono anche olio, legumi, biscotti. Siamo poi alla ricerca di un caseificio e di un allevamento di polli e carni bianche che ci possa aiutare. E' difficile recuperare i secondi, per rispettare le esigenze di tutti. Ci sono molti musulmani. I nostri cuochi sono bravi e si destreggiano con quello che abbiamo. Ma sarebbe molto utile avere a disposizione dei formaggi freschi o della carne bianca». Non solo stranieri, ma anche anziani soli con una pensione misera e famiglie, siedono alla mensa del povero che avrebbe bisogno di allargarsi, di ampliare gli spazi. Offre, con il solo lavoro dei frati e dei volontari, un prezioso servizio alla comunità, effettuando un servizio sociale. Come fa anche la "gemella" mensa del Fratello che accoglie gli ospiti di sera a San Salvatore. (m.g.p.)