Carcere per Brega, il giudice prende tempo
PAVIA La procura ha insistito per il carcere, la difesa ha invocato la libertà. Alla fine della discussione, il Riesame si è riservato la decisione sul ricorso presentato dagli avvocati di Pier Paolo Brega Massone, il medico pavese ed ex primario di chirurgia toracica della Santa Rita condannato all'ergastolo per omicidio. Alla lettura della sentenza, poche settimane fa, la Corte aveva anche disposto l'arresto immediato. Un provvedimento che la difesa del chirurgo chiede di cancellare. Ieri mattina, durante l'udienza del Riesame, l'avvocato Luigi Fornari, che difende Brega Massone insieme all'avvocato Oreste Dominioni, ha illustrato le ragioni proposte nel ricorso. Ragioni che si oppongono alle motivazioni della Corte, che aveva spiegato l'arresto con il pericolo di fuga, basato su una presunta disponibilità di risorse economiche e sulla rete di contatti che l'imputato avrebbe mantenuto anche durante il processo. «Il pericolo di fuga non c'è, perché Brega Massone non ha mai dimostrato di volersi sottrarre alla giustizia», spiega la difesa. Anzi, dicono gli avvocati, ci sarebbero elementi che provano il contrario. «In sei mesi di libertà, tra il 2009 e il 2010, Brega Massone ha tenuto un comportamento che non lascia posto nemmeno al minimo sospetto di volersi dare alla fuga – si legge nel ricorso –, partecipando assiduamente a tutte le udienze del processo». Gli avvocati smentiscono anche che Brega avesse da parte risorse economiche per organizzare una fuga all'estero. Ora la parola passa ai giudici del Riesame. (m. fio.)