Due società indagate nella gara del San Matteo

Gli incontri tra alcuni arrestati avvenivano nel parcheggio del casello autostradale di Tortona. È quanto emerge dalla richiesta di custodia cautelare, dove vengono citati, in particolare, due appuntamenti tra l'intermediario genovese Sergio Cattozzo (lo stesso che parla con Frigerio degli appalti di Pavia) e l'imprenditore Enrico Maltauro, entrambi in carcere. Il 25 settembre del 2013 Maltauro, scrivono i pm (nella foto, il palazzo di giustizia di Milano) chiama Cattozzo, «con il quale concorda un incontro per l'indomani alle ore 18,30, fuori dal casello di Tortona secondo modalità usuali tra i due» al fine «di eludere possibili controlli di polizia giudiziaria». Il giorno dopo i due, in effetti, si incontrano. L'appuntamento viene filmato: Cattozzo, secondo gli investigatori, consegna all'imprenditore documenti e fatture. di Maria Fiore wPAVIA «Bisogna stare dietro al San Matteo, vale cinque anni addirittura». Sergio Cattozzo, intermediario genovese, ex segretario regionale dell'Udc, lo dice a Gianstefano Frigerio, l'ex parlamentare della Dc, in un incontro a Milano, al Circolo culturale Tommaso Moro. Frigerio rassicura il suo interlocutore: «Tranquillo, San Matteo è importante». La conversazione tra i due, entrambi arrestati nell'ambito dell'inchiesta milanese sugli appalti dell'Expo e della sanità, risale al 20 gennaio scorso. Nel giro di un paio di mesi, a quanto pare, l'intenzione diventa qualcosa di più. L'interessamento si trasforma, infatti, nella partecipazione alla gara di appalto da 16 milioni di euro (ancora in corso) per le pulizie del San Matteo, che è proprio il tema della conversazione tra i due indagati (i quali sbagliano solo sulla durata dell'appalto, che è per quattro anni e non cinque). L'ipotesi che la "cupola" su cui la procura di Milano sta indagando avesse messo gli occhi sulla gara del San Matteo trova riscontro nella determina della Fondazione datata 16 aprile, poco meno di un mese fa. Nel provvedimento, che ha per oggetto la nomina della Commissione che deve decidere a chi affidare il servizio finora gestito dalla società Meridional Service Srl, c'è anche l'elenco delle società che partecipano al bando. Alla scadenza della gara, il 17 marzo scorso, le aziende sono 13. E tra queste ci sono anche due società indagate, la Manutencoop e la Ferco Srl, che secondo l'accusa rientrerebbero nell'orbita delle imprese che la "cupola" di politici e imprenditori avrebbe cercato di favorire. La Ferco Srl è di Enzo Costa, imprenditore milanese, indagato come gli altri per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Frigerio parla di lui, in una telefonata intercettata il 6 maggio 2013, con Daniela Troiano, direttrice dell'Azienda ospedaliera di Pavia (indagata): «Mando lui ad Arcore, lo faccio... benedire politicamente, perché loro vogliono una benedizione politica». In altre parole, secondo l'accusa, Costa sarebbe stato sponsorizzato da Frigerio che, secondo il gip Fabio Antezza che firma l'ordinanza, «preannuncia il suo appoggio anche al massimo livello politico all'interno del suo partito nell'evidente prospettiva che questo faciliti l'inserimento definitivo di Costa nel giro degli appalti anche a Pavia». Dal San Matteo, in relazione all'interesse mostrato da Frigerio e dagli imprenditori indagati per l'appalto da 16 milioni, non arrivano commenti. Nell'elenco delle società che partecipano alla gara del Policlinico c'è anche la Manutencoop emiliana di Claudio Levorato (anche lui indagato), la società che ha convogliato l'attenzione dei magistrati sull'Azienda ospedaliera, visto che Manutencoop giusto pochi mesi fa si è aggiudicata l'appalto per il servizio alberghiero (pasti e rifacimento letti) negli ospedali di Voghera, Vigevano, Casorate, Mortara, Mede, Broni-Stradella e Varzi. Secondo indiscrezioni, durante le perquisizioni a Pavia sarebbe stata acquisita in particolare documentazione su questa gara. La stessa società, peraltro, potrebbe anche aggiudicarsi «una gara da 20 milioni di euro per le pulizie» negli ospedali gestiti dall'Ao. Gli uomini della Dia documentano un incontro tra Frigerio e Daniela Troiano, alla fine di maggio del 2013, a Milano. Nell'incontro, secondo quanto ipotizza l'accusa, si parla della possibilità di estromettere la Sotraf, la società di Tortona che ha in mano il servizio, per far subentrare, per cinque anni, un'associazione temporanea di imprese costituita da Enzo Costa e dall'imprenditore Bruno Greco (anche lui indagato). Le accuse secondo cui questi appalti sarebbero stati "condizionati" sono, ovviamente, tutte da dimostrare e ieri gli indagati hanno cercato di fornire ulteriori elementi, anche a loro difesa, negli interrogatori che si sono svolti in tribunale a Milano. Da quanto è stato possibile sapere, da Gianstefano Frigerio e Primo Greganti non è arrivata alcuna ammissione di responsabilità. I due indagati, anzi, hanno respinto le accuse, negando di essere i promotori e i vertici della "cupola" indicata dai magistrati milanesi. Qualche parziale ammissione, invece, è arrivata da Sergio Cattozzo, l'intermediario intercettato anche in relazione agli appalti di Pavia, il quale davanti al gip e al magistrato Antonio D'Alessio avrebbe spiegato che nei biglietti che aveva cercato di far sparire la mattina dell'arresto fossero nascoste le cifre delle tangenti. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA