Casei, ucciso dalle lamiere Nessuna colpa
CASEI GEROLA Assolto Angelo Sgarbossa, il 58enne di Cuorgnè (Torino) imputato di omicidio colposo per la morte di Graziano Ferrari, operaio della ditta Al.Serr di Casei Gerola che viveva a Pieve del Cairo. Il tragico infortunio era avvenuto il 23 dicembre 2008, antivigilia di Natale, nel piazzale dell'azienda. Ferrari, che aveva 48 anni, era stato travolto e ucciso dalle lamiere che venivano scaricate da un camion. Secondo la ricostruzione dell'accusa, Sgarbossa, dipendente della Gs Engineering, non aveva assicurato adeguatamente il carico: in particolare, sempre stando alle risultanze delle indagini, aveva predisposto due soli blocchi di sicurezza, anzichè i tre prescritti dai protocolli di lavoro. Ferrari era stato colpito in più parti del corpo dalle pesanti e taglienti lamiere dopo la rottura delle due sicurezze. Per l'operaio lomellino non c'era stato nulla da fare. L'accusa sosteneva che se il carico fosse stato fissato con tre blocchi di metallo la tragedia non sarebbe avvenuta. Di diverso avviso è stato però il tribunale, che ha assolto Sgarbossa, difeso dagli avvocati Luigi Crevani di Voghera e Luciano Gazzola di Treviso. Ieri il verdetto, accolto con ovvia soddisfazione dai legali dell'imputato. Alla sentenza di primo grado potrebbe comunque seguire il processo di appello, in caso di ricorso da parte della procura.