Discarica di amianto nei campi a Bornasco «Rimuoverlo costa»
di Maria Grazia PIccaluga wBORNAS CO I teli di copertura, stesi dal Comune per ridurre il rischio di dispersione delle fibre di amianto, sono lacerati. Consumati dalla pioggia, corrosi dal sole e squarciati dall'incivilità di chi, vedendo ai bordi della strada materiale abbandonato, ha pensato di accatastarne altro. Ora le lastre di amianto sono esposte all'aria e al vento, senza protezione. Spezzate in più pezzi. Sono lì, su un sentiero sterrato da cui si accede alla strada provinciale 2, da quasi due anni. Scaricate su un terreno di proprietà di un privato al quale spetterebbe lo smaltimento del materiale pericoloso. Oltre al danno, di trovarsi una discarica a cielo aperto in casa, anche la beffa. Se il privato non ottempera la competenza passa al Comune. «Abbiamo preso accordi con Asm da tempo – ammette il sindaco di Bornasco, Michele Degnoni –. Il recupero del materiale e la bonifica dell'area sono assolutamente necessari. Il problema sono i costi». Il preventivo è di circa 6-7mila euro. «Tanti per il bilancio di un piccolo Comune come Bornasco che conta circa 2600 abitanti – aggiunge il sindaco –. Con quella cifra pagheremmo una seconda giornata di ritiro dell'umido, nella differenziata. In estate diventa necessario. Ma non possiamo neppure più rinviare la bonifica dall'amianto». Anche perché le Guardie ecologiche provinciali, le Gev, stanno con il fiato sul collo dell'ufficio tecnico. Sono state proprio loro il 5 novembre del 2012 a effettuare un primo sopralluogo lungo la strada provinciale che collega Sant'Alessio a Bornasco e a notare, in una traversa nei campi la discarica abusiva, appena dopo cascina Corbesate. Già allora era stato redatto un verbale che accertava la presenza di rifiuti speciali pericolosi , lastre in fibrocemento e amianto per circa 3 metricubi. Erano state gettate sopra un deposito di altro materiale, parabrezza di auto in frantumi, segnalato già nel 2011. Le Gev avevano allertato il Comune ed erano tornate sul posto a febbraio 2013 trovando una situazione invariata. L'ultimo sopralluogo, il 5 maggio scorso, ha confermato la presenza delle lastre di amianto, non più coperte dal telone, a cui si è aggiunto altro materiale edile.