Roncalli, case in vendita per pagare i debiti

La Fondazione Roncalli nacque, sul finire dell'Ottocento, per volontà del Senatore Vincenzo Roncalli, discendente di una delle più note famiglie nel campo imprenditoriale vigevanese e del regno sabaudo. Nel testamento lasciò palazzo Roncalli, nonché i suoi beni, alla città di Vigevano. Il palazzo di via del Popolo doveva diventare un istituto di arte e mestieri per i più poveri e bisognosi della città. Il presidente della fondazione è nominato dal sindaco e nel cda ci sono anche due consiglieri comunali, il vescovo, o un suo rappresentante, e il presidente del tribunale. Il presidente nomina anche un comitato scientifico, ma senza diritto di voto. VIGEVANO La fondazione Roncalli vende i gioielli di famiglia per sanare i debiti. I gioielli di cui parliamo sono gli appartamenti di edilizia popolare, mentre i debiti sono i mutui contratti in passato per finanziare lavori di ristrutturazione. «Abbiamo ereditato dalle gestioni precedenti due mutui: uno da un milione 300mila euro e l'altro da 415mila euro. Sono serviti per sistemare gli spazi usati dai servizi comunali di formazione del Cfp e del Crh, e per rifare la copertura di palazzo Roncalli – commenta Luigi Re, presidente della Fondazione e consigliere comunale Lega Nord –. L'intenzione è quella di vendere tutti gli appartamenti mano a mano che si liberano per ripianare il debito». La fondazione Roncalli, al 31 marzo di quest'anno, era proprietaria di 30 appartamenti, tutti ubicati nei due palazzi di via Mascagni e via Giordano per un valore immobiliare complessivo, secondo l'ultima perizia, di un milione 984mila euro. «Un appartamento – riferiscono dalla Fondazione – è stato venduto, otto sono affidati a un'agenzia immobiliare ad aprile, due dei quali sono stati venduti. Tre inquilini stanno subendo uno sfratto per morosità, cui se ne aggiungono quattro cui abbiamo inviato una lettera di richiesta pagamento perché morosi. Poi ci sono tre occupanti senza titolo, di cui un italiano e due stranieri. Infine ci sono i 10 inquilini che mensilmente pagano quanto dovuto». Per affittare una casa popolare nei palazzi della fondazione Roncalli bisogna presentare la dichiarazione dei redditi che comprovi la condizione di difficoltà della famiglia e avere un garante. «Se anche il terzo degli appartamenti in vendita verrà ceduto – prosegue Re – riusciremo ad estinguere il secondo mutuo, ma rimane quello da un milione 300mila euro. A palazzo Roncalli, invece, il Comune ha diversi locali in affitto, come gli uffici del giudice di pace e la biblioteca dei ragazzi. Poi recuperiamo soldi con l'affitto degli spazi per i matrimoni civili e altri eventi. Insomma, nonostante i debiti, stiamo cercando di non sciogliere la Fondazione». Il sindaco Andrea Sala, insieme all'avvocato Maurizio Parlato, affronterà il prossimo 5 giugno la causa intentata dal consiglio di amministrazione della fondazione contro il municipio in merito all'ingiunzione di pagamento di oltre 200mila euro per le utenze gas dei centri di formazione, che sono stati ospitati nel palazzo di via del Popolo dal 2004 al 2013. «Sarà un procedimento che andrà avanti a lungo, come tutte le cause civili – dice il primo cittadino –. Quella causa regolerà i rapporti tra il Comune e la fondazione». Selvaggia Bovani