Al Baratta lo sciopero contro la prova Invalsi
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Inutili, costosi, inattendibili. Negli istituti superiori vogheresi serpeggia la rivolta contro le "prove invalsi", i test di valutazione del grado di preparazione degli studenti in italiano e matematica, in programma martedì. Al Baratta (ragionieri e geometri) si parla di sciopero, con i ragazzi che minacciano di non ritirare i test (che verranno distribuiti subito dopo il suono della campanella), per poi riunirsi nell'atrio della scuola dove potrebbero essere esposti dei cartelloni per esplicitare anche visivamente le ragioni della protesta. Forse destinata a interessare anche il Maragliano, istituto "gemellato" al Baratta. Il preside Filippo Dezza ha speso la giornata di ieri nel tentativo di disinnescare l'agitazione. Ha incontrato i genitori del Baratta, in un'assemblea convocata per altre ragioni ma nel corso della quale si è discusso anche della questione invalsi, guardati con perplessità pure da molti papà e mamme, e spedito il suo vice Pierenzo Domenichetti a Pombio a parlamentare con gli studenti. «I ragazzi, probabilmente, sono stati male informati _ dice Dezza _ Gli invalsi sono prove anonime, che servono per valutare la competenza raggiunta dagli studenti nella comprensione di un testo italiano e in matematica, senza voto nè alcuna incidenza sul curriculum scolastico». Diversa, però, l'opinione di chi contesta le prove. «E' stato un nostro insegnante a spiegarci perchè non considera corretti gli invalsi _ racconta una studentessa del Baratta _ su scala nazionale costano 16 milioni di euro, sottraendo fondi al budget già scarso delle scuole, sono uguali per ogni tipo di istituto, senza fare alcuna distinzione fra licei e istituti tecnici o professionali, che hanno invece programmi di studio ben diversi. E non è vero che sono test anonimi, perchè la prova di ogni studente è associata a un codice identificativo a barre che lo rende individuabile». Rischio sospensione o note di demerito per chi farà sciopero? «No, nessun rischio. Rifiutare di sostenere gli invalsi è un nostro diritto». L'agitazione per ora non sembra coinvolgere il Maserati, istituto-ammiraglio della città con i suoi oltre ottocento iscritti (su un totale di 3500 studenti delle superiori), mentre il Baratta ne ha 370 e il Maragliano 220. Ma per esserne certi bisogna attendere martedì. Le prove invalsi interessano la seconda classe delle elementari, la terza media inferiore e la seconda classe delle superiori. Dovrebbero permettere, almeno sulla carta, di avere un metro comune di valutazione per confrontare il livello di preparazione raggiunto nelle scuole italiane, di Voghera come di Palermo o di Trieste. Ma molti studenti li vedono come il fumo negli occhi, anche perchè cadono nello stesso periodo in cui serve il rush finale in vista dell'ormai imminente chiusura dell'anno scolastico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA