Estradizione Dell'Utri «in tempi non brevi»

BEIRUT Non è più in custodia cautelare ma in arresto in Libano l'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri, la cui condanna a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa è stata confermata dalla Corte d'appello di Palermo. E se l'ex premier Silvio Berlusconi si è detto «molto addolorato», da Beirut fanno sapere che l'attesa estradizione non avverrà in tempi brevi. Ieri il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, aveva annunciato di aver provveduto a comunicare alle competenti autorità libanesi la sopravvenuta irrevocabilità della sentenza, divenuta esecutiva a seguito del rigetto del ricorso per Cassazione proposto dalla difesa dell'imputato. Fonti a Beirut hanno smentito con forza le indiscrezioni diffuse da media locali circa il fatto che il ministero della Giustizia di Beirut abbia «avviato le pratiche necessarie per effettuare l'estradizione durante la prossima settimana». «Il procuratore generale deve esaminare la documentazione arrivata pochi giorni fa», ha ricordato la fonte. «Entro la settimana prossima il procuratore si sarà soltanto fatto un'idea della questione ed è molto, molto difficile se non impossibile che le autorità libanesi concedano l'estradizione nei prossimi giorni». I telefoni degli avvocati libanesi di Dell'Utri hanno squillato a vuoto per tutta la giornata di ieri, ma la linea difensiva elaborata dall'altra parte del mare continuerà con molta probabilità a basarsi sulla richiesta di prescrizione del reato per cui è stato riconosciuto colpevole l'ex senatore, fermato il 12 aprile a Beirut e piantonato in un ospedale cittadino dal 16 dello stesso mese. Il suo avvocato Akram Azoury aveva nei giorni scorsi detto che anche se la sentenza fosse stata confermata - come è avvenuto - Dell'Utri deve tornare in libertà. Secondo il legale, l'Italia «ha violato l'articolo 20, punto C del trattato, secondo il quale l'estradizione non può essere concessa per reati prescritti in uno dei due Stati». «Poichè i giudici di Palermo hanno dichiarato il mio cliente innocente per i reati che gli venivano contestati dopo il 1992 - aveva aggiunto Azoury - quelli per cui è stato condannato risalgono ad almeno 23 anni fa. Ben più dei dieci dopo i quali in Libano è prevista la prescrizione, per qualsiasi reato». Su questo ha risposto nelle ultime ore lo stesso ministero della Giustizia libanese. Una fonte del dicastero, citata dal quotidiano francofono L'Orient-Le Jour, ha affermato che «il Libano non è competente su tale questione» e che «il potere esecutivo, che avrà l'ultima parola sulla vicenda, lo farà solo in base alla decisione giudiziaria che avrà in precedenza esaminato se le condizioni dell'estradizione sono rispettate o no».