Senza Titolo

PAVIA Il futuro della Sante Zennaro nSiamo mamme della scuola materna Sante Zennaro di Pavia, soddisfatte nell'apprendere che la scuola dei nostri figli si allarga, preoccupate perché non riusciamo ad avere informazioni su come si intende attuare questa espansione garantendo il benessere e la sicurezza dei bambini. Ci sono 58 richieste di ingresso per il prossimo anno scolastico; sembra si intenda accogliere tutte le domande, sembra si vogliano allargare/adeguare i locali ma sembra anche che il Comune non abbia stanziato i soldi, né abbia un progetto. Sembra che una soluzione sia adibire ad aula la mensa costringendo i bimbi a stare 8 ore in aula. Sembra anche si voglia convertire in aula l'alloggio del custode. Sembra. Perché di certezze non ne sono state date. La nostra preoccupazione è che un progetto, documentato, consultabile, non ci sia e temiamo che ciò vada a discapito del benessere e della sicurezza dei bimbi. Qualcuno può dimostrare che saranno rispettati gli standard di sicurezza? Chi si assumerà responsabilità scritta se in aula ci sono più bimbi di quelli previsti dalla norma? Dove dormono i bimbi della prima classe, viste le ridotte dimensioni dell'attuale dormitorio? Il personale ausiliario sarà potenziato adeguatamente a fronte di un maggior numero di bimbi? Qualcuno può mostrarci un progetto scritto, che privilegi il benessere dei bambini e contenga una vera assunzione di responsabilità? Nella lettera pubblicata sulla Provincia pavese l'assessore all'istruzione afferma di voler ‘offrire valide alternative', vuol dire che esiste una soluzione per il Sante Zennaro da proporre alla partenza del prossimo anno scolastico? Attendiamo fiduciose una risposta. Domenica, Camilla, Maria Grazia Nicoletta,Sofia, Claudia, Simona mamme della Sante Zennaro voghera Di Valentino collega e amico nCaro Vanni, quando mi hanno comunicato la notizia che ci avevi lasciato, subito mi ha preso un morso allo stomaco e poi, come d'improvviso, mi si e' affaciata nel ricordo quella filastrocca che - ricordi?- nell'immediato dopoguerra alla scuola elementare del Collegio dei Padri Barnabiti che insieme abbiamo frequentato (tu eri più avanti di qualche anno rispetto a me) il buon Padre Colciago ci faceva provare e riprovare perché la cantassimo in coro, accompagnati da lui al pianoforte. Faceva così: "Tic tac, tic tac fa il pendolo che posa mai non ha... orsù fanciulli miei spicciatevi che il tempo se ne va... tic tac, tic tac, tic tac...", il tutto a ritmo di marcetta simil-militare. E il tempo non lo abbiamo di certo sprecato, caro Vanni, ne abbiamo fatta di strada, fra alti e bassi, gioie e dolori, sacrifici, delusioni, onori, oneri e ostacoli vari. La medesima frequenza del Collegio e dell'Oratorio: tu con la divisa dei Boy scout tanto amata e ammirata, io negli "aspiranti" dell'Azione Cattolica sotto la regia di un allora giovane e promettente Antonio Airò. Poi il Movimento Giovanile della Dc, la laurea in Giurisprudenza, tu alla Cattolica e io a Pavia, la pratica tu presso lo Studio dell'avv. Clemente Castellazzi e io in quello del giovane avv. Claudio Fortusini... Li incontrerai nelle verdi praterie cui ora anche tu sei. Poi insieme abbiamo passato l'esame e siamo diventati Procuratori legali, e poi quasi mezzo secolo insieme di esercizio della professione con tante soddisfazioni ma anche con tanto sudore. E poi ancora insieme nell'attivita politica locale iscritti e militanti nella Democrazia Cristiana: tu "campagnoliano" di ferro e io "andreottiano" della prima ora. I vari incarichi istituzionali: tu alle Terme di Salice e io all'Asm, vice segretari del partito, consiglieri e assessori a Palazzo Gounela. Pochi giorni fa ancora uscendo insieme dal Tribunale di Pavia scherzavamo commentando "ma guarda se alla nostra età dobbiamo metterci a fare i pendolari..." con riferimento all'intervenuta poco intelligente soppressione del nostro Tribunale e del suo accorpamento con quello del capoluogo. Caro Vanni, ne abbiamo fatto del cammino assieme e non ne abbiamo perso di tempo. E, infatti, quella filastrocca del collegio concludeva così, come di certo ricorderai: "Tic tac, tic tac fa il pendolo, guai se la gioventù consuma il tempo inutile... che' non ritorna piu'...". Quella marcetta ci è entrata dentro e l'abbiamo messa in pratica. Ciao, caro amico mio, un grande abbraccio dal collega di sempre. Gianni Valmori Il personaggio Il grande spirito di papa Roncalli nSi è tanto scritto e detto, giustamente, in questi giorni, su Papa Giovanni XXIII ma penso che non siano in molti a sapere che aveva, tra l'altro, anche un vivo senso dell'amicizia e dell'umorismo e una fortissima volontà. La comunanza della vita diplomatica rafforzò i rapporti amichevoli tra mons. Roncalli, a quei tempi delegato apostolico in Bulgaria, e mio zio Cesare Orsenigo, nunzio apostolico in Germania, che, abitando a pochi chilometri di distanza, sulle opposte sponde del fiume Adda, spesso si trovavano durante le vacanze. Durante uno di questi incontri tra amici, si stappò, in onore dell'ospite bergamasco, una bottiglia di spumante, il cui tappo, però, dopo essere rimbalzato contro il soffitto, cadde sul capo di mons. Roncalli, che ne rise rumorosamente, mentre mio zio Orsenigo aumentò l'allegria esclamando con gioia "Don Angelo, sta' tranquillo, l'è bon segne; porta fortuna; te diventarèe Papa!" Qualche anno dopo il nunzio Roncalli da Parigi descrisse in una lettera, sempre a mio zio, un simpatico aneddoto, ridendo, al tempo stesso, della sua non proprio esile corporatura. "...Rammento un mio predecessore mons. Garibaldi che morì a Parigi. L'ambasciatore d'Austria lasciò scritto in certe sue memorie che era la miglior pasta d'uomo, rimasto amico di tutti, e che diede qualche motivo di impazienza ai suoi colleghi solo in occasione del suo funerale. Era infatti obeso, e portato a Notte Dame, non si riuscì che a stento a far uscire la cassa dal carro funebre…. Come si vede, guardo indietro e cerco i miei modelli e mi consolo guardandoli...". Roncalli riferisce, sempre durante la nunziatura a Parigi, che, avendo avuto notizie dalla radio che il vescovo di Mantova era stato fucilato perché accusato di essere filo fascista, il fatto l'aveva colpito tanto profondamente da celebrare una messa in suo suffragio. Questo è quanto Roncalli riferì ad Orsenigo: "il Vescovo di Mantova, per cui avevo già celebrato una messa da morto per fucilazione, è invece vivo e sano. La radio aveva accennato che certo Vescovi di Mantova aveva fatta quella fine. Nella trasmissione il Vescovi, nome di persona, divenne il vescovo di ufficio. Ci fu la frangia: ed ecco creato il fattaccio". Come non collegare la recente indimenticabile cerimonia della canonizzazione dei due Papi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, a quella altrettanto indimenticabile dell'inaugurazione del Concilio Vaticano II voluto da Papa Roncalli? L'11 ottobre 1962, giorno di inaugurazione del Vaticano II mi trovavo a Roma, futuro studente della Facoltà di Medicina dell'Università Cattolica, e frequentando per ovvi motivi i palazzi vaticani, ebbi l'opportunità di vivere quella mistica e magica atmosfera. Sebastiano Caronni Orsenigo verso il voto Ero io, non mio figlio nSulla Provincia pavese del 7 maggio è stato erroneamente citato Giulio Assanelli tra i presenti della Lista del Nuovo Centro Destra . In verità ero presente io sottoscritto, Sandro Assanelli, candidato nella lista che è a supporto del sindaco Cattaneo. Giulio Assanelli è mio figlio e semplicemente mi aiuta nella campagna elettorale. Sandro Assanelli