In quel libro presentato a Pavia l'eredità intellettuale e professionale di Burgio
Il professor Burgio ha concluso la sua esistenza nello stesso giorno, a un anno di distanza, in cui fu presentato, alla Libreria Feltrinelli di Pavia, il suo trattato "La pediatria essenziale". I contenuti della presentazione e del libro rappresentano la sua eredità intellettuale. Questa coincidenza di date assume pertanto un importante valore simbolico. La presentazione fu anche l'occasione di fare un bilancio di settanta anni di pediatria che Burgio aveva vissuto da protagonista: attraverso un paziente lavoro che durò alcuni mesi, fu possibile ricostruire il suo "lungo cammino nella cura dei piccoli". Non è stata l'occasione autocelebrativa di un grande maestro della pediatria mondiale, ma è stato un opportunità per capire la continuità del pensiero pediatrico e mandare un messaggio a tutti coloro che si prendono cura di bambini e adolescenti. Ma "La pediatria essenziale" è la sintesi dell'intero pensiero pediatrico di Burgio ed è importante anche per la storia della pediatria che viene scandita proprio attraverso i trattati che documentano i progressi e lo stato dell'arte di una disciplina. Per questo La pediatria essenziale è un testo fondamentale: dalla prima edizione del 1978, è stato un libro studiato e consultato da studenti, medici e pediatri, che ha veicolato il pensiero di Roberto Burgio, fino all'ultima edizione del 2012 alla quale ha dedicato cinque anni di dedizione assoluta, coinvolgendo 120 collaboratori. Il professor Burgio nacque il 30 aprile 1919 a Palermo ove si laureò l'8 luglio 1942. Nel 1962 vinse la cattedra di pediatria di Perugia e nel 1966 si trasferì a Pavia ove ha abitato per il resto della sua vita. Ha diretto la Clinica pediatrica per ventiquattro anni, dando stabilità a una cattedra che, nel mezzo secolo precedente al suo arrivo, era stata occupata da dodici docenti. Il professor Burgio aveva portato Pavia a un livello di eccellenza internazionale, rifiutando le cattedre di Firenze e Roma. A Pavia organizzò molti importanti convegni fra cui il Maggio pediatrico pavese che si tenne per la prima volta nel 1979 ed è giunto adesso alla XXXV edizione, risultando così uno dei più longevi eventi pediatrici italiani. Della serata alla Feltrinelli, voglio ricordare tre risposte del professor Burgio che oggi rappresentano altrettanti messaggi che ci ha lasciato. Qual è il consiglio che daresti a un giovane pediatra? "Che professionalmente tenga presente la solennità di ogni nuova vita che nasce al mondo e che, pertanto, la accolga e le accudisca, ovunque e sempre, responsabilmente, scrupolosamente, e che senta questo come dovere e mansione primari". "Io ho un sogno"…. Qual è il sogno di Roberto Burgio? "Che i bambini vengano aiutati a conoscersi per tempo e che per tempo acquistino la dignità e l'onore di vivere. Che i pediatri e chi per loro non trascurino il senso profondo di una definizione che l'OMS (1974) formulò per "la Pediatria": "la medicina dello sviluppo e dell'educazione". Quale è il tuo motto? "Nessuno nasce per propria volontà e, quindi, siamo tutti impegnati a far vivere bene chi nasce". Genitori in primo luogo; ma Pediatri ovviamente, con essi. E' una mia massima che ho riportato in IV di copertina di Pediatria Essenziale"