Sondaggi Europee sfida tra Pd e M5S record di astenuti

di Nicola Corda wROMA La sfida è tra Renzi e Grillo ma gli astenuti saranno ancora il primo partito. Si chiude oggi la finestra utile per diffondere i sondaggi, a quindici giorni dalle elezioni europee dove le forze politiche dovranno misurare i consensi. L'ultimissima rilevazione dell'istituto Demopolis effettuata, il 6 e 7 maggio per la nostra testata, segnala che solo il 61 per cento degli elettori è intenzionato a votare con una scelta che appare ancora molta fluida e instabile. «Secondo la nostra stima - afferma il direttore dell'istituto Pietro Vento - 20 milioni d'italiani potrebbero restare a casa, un dato senza precedenti nel nostro Paese. L'astensione dovrebbe restare più contenuta nel CentroNord, grazie al traino delle elezioni amministrative, mentre cresce al Sud e sopratutto nelle Isole». Il tasso di affluenza nelle varie aree del Paese potrebbe diventare elemento decisivo dei consensi ai partiti. La fotografia scattata da Demopolis, proprio in considerazione di un dato ancora instabile, perciò prende in considerazione non solo il dato sui consensi attuali ma anche l'elettorato certo dei partiti e il bacino potenziale. Infatti, solo il 42 per cento degli elettori ha già deciso quale lista votare, il 9 per cento indica una scelta ma potrebbero cambiare idea mentre il 10 per cento sono del tutto indecisi. Se si votasse oggi, in testa al consenso degli italiani il Partito democratico con il 33,5 per cento, il Movimento 5 Stelle con il 26,4 per cento e Forza Italia con il 17,5 per cento. Più staccati il Nuovo centrodestra poco sotto il 6 per cento e la Lega Nord al 5,2. Al limite della soglia di sbarramento del 4 per cento per l'accesso al Parlamento di Strasburgo, viaggiano Fratelli d'Italia e la lista Altra Europa per Tsipras, mentre i centristi di Scelta Europea si fermano intorno al 2 per cento. Come sempre a poche settimane dal voto, dai partiti parte la caccia agli indecisi per rosicchiare nuovi margini che Demopolis segnala nei dati del bacino elettorale potenziale: per il Pd sfiora il 40 per cento, Grillo arriva al 34 mentre Forza Italia, nonostante il massiccio impegno televisivo di Berlusconi, può crescere solo fino al 22 per cento. Dunque anche se tra gli elettori sono ancora molti i dubbi, sembra ormai una sfida a due quella del 25 maggio con il Pd che in quasi tutte le rilevazioni appare sempre al di sopra del 30 per cento e, in alcuni casi, toccando il migliore risultato conseguito da Veltroni nel 2008. Secondo L'istituto Piepoli raggiungerebbe il 34 per cento, i 5 Stelle al 25 e Forza Italia al 20 cento. Non dissimile Ipsos che assegna a Renzi il 33,9 dei consensi ma che vede staccato Grillo di oltre dieci punti. Chi vince e chi perde secondo queste rilevazioni, è difficile stabilirlo anche incrociando i dati con le valutazioni dei politologi che guardano al confronto tra Pd e Movimento 5 Stelle. Per i Dem il termine di paragone è quello del 25,4 delle scorse politiche ma l'effetto Renzi e il traino del governo tengono l'asticella delle aspettative molto più alta. Ragionamento simile quello dei grillini che dopo l'exploit del 25,5 in questa tornata puntano molto più in alto. Resta in affanno Forza Italia che ottenne poco più del 21 per cento e nel frattempo ha subìto la scissione degli alfaniani. Ora Berlusconi teme un distacco più ampio che rappresenterebbe una disfatta. Ma il voto per le elezioni europee è statisticamente quello più "libero" di tutti e che, a due settimane dalle urne, resta incerto e condizionato principalmente dal dato dell'astensione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA