DOSSIER dell'universitÀ

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA La chiusura ai mezzi pesanti di tre ponti sul Po – Becca, Bressana e Gerola – causa un danno di 10 milioni di euro al mese. Il treno da Stradella a Pavia, in un giorno infrasettimanale, può metterci anche 51 minuti. Due ore e 24 minuti per arrivare a Milano. Tempi inaccettabili. Per automobilisti, pendolari, imprese e per la provincia di Pavia che in tema di mobilità e infrastrutture sprofonda agli ultimi posti della classifica lombarda. Dati allarmanti che emergono da un'indagine condotta dal dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell'Università di Pavia e illustrate ieri da Stefano Denicolai, ricercatore ed esperto di innovation management, al seminario organizzato dalla Camera di Commercio. Dati che fanno sobbalzare sulla sedia, una volta di più, Alberto Cazzani, presidente degli Industriali e della commissione mobilità istituita dalla Camera di Commercio. Ieri avrebbe voluto snocciolarli all'assessore regionale Mario Melazzini, richiamato a Sondrio per una giunta in trasferta. Nonostante la data del seminario, fanno notare in sala, fosse stata fissata con due mesi di anticipo proprio dalla segreteria dell'assessore. «La Regione è un convitato di pietra – sbotta Cazzani – Qui in provincia siamo riusciti a fare sistema tra associazioni di categoria ed enti locali. Ma restiamo emarginati in Lombardia». Sono 24 i progetti avviati (in buona parte congelati o fermi allo studio di fattibilità) che comporterebbero investimenti complessivi per 6.485 milioni di euro. Ma 5 sono i progetti urgenti: Il nuovo ponte sul Po all'altezza di quello di Bressana, la superstrada Vigevano-Malpensa, il miglioramento dei collegamenti ferroviari da e per Mortara, la manutenzione in Oltrepo, lo sviluppo del Polo logistico di Mortara. «E' realistico ipotizzare che se le opere prioritarie fossero realizzate in tempi ragionevoli – spiega Denicolai – si potrebbe avere uno sviluppo del pil in provincia di Pavia su 15 anni pari a 4,5 miliardi di euro, pari a un incremento del 18.4%». « Il rapporto individua 5 cose da fare, non 500 – rimarca Cazzani – E sono da realizzare subito. Il tessuto produttivo pavese sta soffrendo più del resto della Lombardia. Non c'è più tempo». I ponti. Serve per cominciare un ponte perché ora su 70 km di fiume c'è solo un attraversamento ad Arena Po (se si esclude l'autostrada). Eppure ogni giorno dalla Becca passano 15mila mezzi per senso di marcia e su quello di Bressana 28mila. Per una nuova struttura all'altezza di quello di Bressana è prevista una spesa di almeno 52milioni di euro. E per la Gerola Aldo Poli, presidente di Ascom, lancia una provocazione: «A Sannazzaro Eni ha triplicato la struttura. Qualcuno gli ha mai chiesto di metterci dei soldi per il ponte?». Verso Malpensa. Da anni è ferma al palo la superstrada Vigevano-Malpensa che, dice lo studio, ha un costo "del non fare" di 109 milioni all'anno. Per realizzarla nel servono 419milioni, 89 per la tratta prioritaria Vigevano-Albairate. Rete ferroviaria. Ci sono 48 stazioni in provincia. E circa 190 treni al giorno sulla tratta Milano-Genova. Pavia è ben collegata con Milano ma non si può dire altrettanto dell'Oltrepo e della Lomellina. «I collegamenti da e per Mortara sono carenti – dice Denicolai – Le strutture e le tecnologie, in generale, sono obsolete: il 47% non è elettrificato». I trasportatori. Che le infrastrutture siano la chiave dello sviluppo delle imprese pavesi, l'ha ribadito anche il direttore di Uniontrasporti, Antonello Fontanili. «Ci sono 615 imprese import/export sul territorio o– spiega – ma i collegamenti con gli aeroporti e i nodi logistici restano complicati. Servono politiche di sostegno, utilizzo di tecnologie, reazione di una cabina di regia. In Italia è dimostrato che sono i trasporti a pesare per il 40% della bolletta logistica».