Problemi di visto Team costretti a diversi cambi

Per alcuni team è una vigilia agitata, quella di questa 97esima edizione del Giro, e proprio a causa della partenza dall'Irlanda del Nord, perché diversi corridori non hanno ottenuto il visto d'ingresso nel Regno Unito. L'Astana, ad esempio, ha dovuto sostituire Maxim Iglinsky e Alexey Lutsenko, ai quali l'ambasciata britannica di Parigi ha negato l'ingresso nel Paese: al loro posto partiranno Borut Bozic e Janez Brajkovic. La Tinkoff-Saxo ha ricevuto addirittura un doppio rifiuto: dopo il no al visto per il russo Nikolai Trusov, ha incassato anche quello per il colombiano Edward Beltran e si è vista costretta a schierare l'australiano Jay McCarthy. Si è risolto nella serata di ieri, invece, il caso di Yonder Godoy e Jackson Rodriguez, i due venezuelani dell'Androni Giocattoli che martedì non erano partiti dall'Italia alla volta di Belfast (via Dublino) perché appunto ancora sprovvisti del visto. «In 30 di carriera non mi era mai successa una cosa del genere – spiega il manager della squadra, Gianni Savio – Ma la cosa più grave è che fino a ieri non sapevo che fine avessero fatto i loro passaporti». Savio li aveva inviati all'ambasciata britannica di Roma, per il visto, una decina di giorni fa. Ieri è stata necessaria una "missione" nella Capitale assieme ai suoi corridori per risolvere il caso. A volte basta un po' d'impegno: i colombiani di Claudio Corti, infatti, domani saranno tutti regolarmente al via da Belfast.(m.d.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA