Stamina, ospedali pavesi contrari
PAVIA Stamina, l'assessore regionale Mario Mantovani fa appello alle Aziende ospedaliere lombarde e chiede medici disponibili a fare le infusioni dopo la protesta di alcuni pazienti a Brescia che si sono visti interrompere il trattamento per il rifiuto dei medici di praticare altre infusioni. Nonostante la bocciatura della commissione ministeriale del metodo di Vannoni, alcuni tribunali hanno imposto di continuare le cure. «Non ci è arrivata nessuna comunicazione a riguardo», spiegano dal S. Matteo. E lo stesso fanno sapere Maugeri e l'Azienda ospedaliera. Il presidente provinciale dell'Ordine dei medici Giovanni Belloni spiega: «I malati e le loro famiglie sono le prime vittime di un'irresponsabile costruzione priva di un'accettabile base scientifica e con gravi ombre di profilo etico e civile. Ma i medici non eseguono le ordinanze in forza del Codice deontologico che vieta l'esecuzione di pratiche segrete, non fondate su evidenze scientifiche che ne verifichino quantomeno la sicurezza, oltre che l'efficacia. Questi medici giustamente attendono le conclusioni della seconda commissione di esperti internazionali nominata dal ministero». Il direttore sanitario del Mondino, Angela Moneta, conferma: «La cura con le staminali è una delle prospettive della ricerca, ma necessita di validazioni del processo e dei suoi esiti. Da direttore sanitario non appoggio l'idea di effettuare il trattamento dato che non c'è stato riconoscimento della validità scientifica del metodo Stamina, non si conosce né il processo esatto né il contenuto delle infusioni. Da medico non mi fiderei. Detto questo a noi non sono arrivate comunicazioni». Il direttore scientifico del S. Matteo, Remigio Moratti, conclude: «Sono stupito di come dopo la bocciatura della procedura da Aifa, Food and drug administration e da tutta la comunità scientifica internazionale, in Italia ancora se ne parli. Le sperimentazioni scientifiche hanno fasi e regole che permettono di valutare l'efficacia e la non pericolosità di un farmaco. La commissione ministeriale non li ha riscontrati nel metodo Stamina: le cellule staminali dovrebbero diventare neuroni, ma nessuno l'ha mai dimostrato. Per questo il San Matteo, che fa ricerca sulle staminali seguendo le normative internazionali, non l'ha mai preso in considerazione». (a.gh.)