Stop all'uso dei telefonini durante le ore di scuola

di Claudio Malvicini wVIGEVANO Stop all'uso dei telefoni cellulari a scuola: in classe ma anche durante l'intervallo. Lo ha deciso il consiglio d'istituto del liceo Cairoli dopo una lunga discussione che ha visto schierarsi favorevoli e contrari. L'idea di non lasciare utilizzare i cellulari durante le ore di lezioni ha raccolto ampi consensi, ma in dubbio era rimasta la possibilità per i liceali di usare i telefonini durante l'intervallo per chiamate e per mandare sms. Alla fine ha prevalso, a maggioranza, la linea dell'intransigenza. Una eccezione però c'è: lo studente potrà usare il telefono personale solo se autorizzato dall'insegnante. Si è voluto così mettere fine allo scambio di sms durante le lezioni, ma anche alla diffusione di foto e filmati che i ragazzi realizzavano in classe con i cellulari. Sono stati proprio gli insegnanti a segnalare il caso di colleghi che venivano fotografati durante le lezioni e le cui immagini finivano poi su internet. Il divieto di utilizzare il telefono durante le lezioni vale anche per gli insegnanti. Il consiglio d'istituto ha deciso anche di far diventare permanente la settimana corta, sperimentata a partire dallo scorso ottobre. «L'amministrazione provinciale, giá nel 2012, ha sollecitato i licei a valutare favorevolmente l'introduzione della settimana breve – dice Reda Furlano, preside del liceo Cairoli – ma, per motivi organizzativi, siamo riusciti a usufruirne in via sperimentale solo quest'anno: prima esclusivamente sul biennio, poi aprendo l'iniziativa a tutto il complesso. Dopo qualche mese di sperimentazione abbiamo proposto un sondaggio a genitori, alunni e docenti dei tre indirizzi di studi per avere il loro parere riguardo la settimana corta, ottenendo un riscontro favorevole dall'87 per cento dell'istituto». Il monte ore non cambia: 30 ore per scientifico e scienze umane, 31 per il biennio del classico; ma distribuiti su cinque giorni, cioè dal lunedì al venerdì. «L'amministrazione provinciale ha pensato a questa soluzione per diminuire le spese di riscaldamento e del trasporto alunni – spiega Furlano – ma si può intendere anche come un'opportunità per insegnanti e ragazzi di riposarsi un giorno in più».(ha collaborato Sara Daniele) ©RIPRODUZIONE RISERVATA