Sponsor e panchina Gli errori che il Pavia ha pagato caro

E' uscito malconcio dalla gara di Como il capitano azzurro Andrea Arrigoni (foto), che ha rimediato una distorsione al ginocchio con lesione di primo grado al legamento collaterale che l'ha costretto a lasciare il campo a inizio ripresa. Pestone al piede per Matteo Zanini, mentre Pape Ndiaga Dia ha accusato una botta al ginocchio e ha terminato la gara zoppicando, ma costretto a rimanere in campo perché il Pavia aveva esaurito le sostituzioni. Non erano nemmeno stati convocati Emanuele Allegra e Raffaele D'Orsi, infortunati come Francesco Rossi e Pasquale De Vita, mentre problemi anche per Lorenzo Carotti e Marcello Mancosu. Domenica pomeriggio, comunque, è stato dato il rompete le righe e i giocatori sono stati liberati per le prossime due settimane. Un periodo nel quale si spera che la situazione societaria diventi un po' più chiara, in attesa di eventuali offerte d'acquisto del club che per ora non ci sono state, o di altre soluzioni che possano garantire la permanenza nella Lega Pro della squadra. di Luca Simeone wPAVIA Dalla prospettiva di aprire un ciclo per lottare per la B, al rischio di finire tra i dilettanti. La stagione balorda del Pavia, chiusa domenica con la vittoria a Como che non ha evitato l'ultimo posto, era iniziata almeno ufficialmente sotto i migliori auspici: «Nel giro di tre anni vogliamo provare a salire in B», aveva detto l'amministratore delegato Alessandro Zanchi. Eppure quell'annuncio, che dava tante speranze tra i tifosi, era già minato da due fatti che avrebbero segnato in negativo la stagione. Il primo è l'uscita di Paolo Zoncada, main sponsor con Nadirex e Theva, in grado di assicurare una cifra notevole e fondamentale per il club azzurro, nell'ordine dei 200.000 euro. All'origine dell'addio c'è, soprattutto, la richiesta da parte di Zoncada di avere una maggiore visibilità allo stadio, a scapito della Riso Scotti che occupa in virtù di un vecchio accordo la fascia alta di spazi pubblicitari del Fortunati (pur assicurando una quantità di risorse nettamente inferiore rispetto a Nadirex-Theva). Il no della dirigenza azzurra provoca il divorzio, che il Pavia paga carissimo: il club in tutta la stagione non riuscirà a rimpiazzare Zoncada e sulle maglie non comparirà nessuno sponsor. D'altra parte il progetto di dare ossigeno alla società coinvolgendo imprenditori locali come soci di minoranza stenta a decollare, da un lato per l'apatia del mondo economico pavese ma dall'altro per la difficoltà della famiglia Zanchi a entrare in sintonia con la realtà locale. L'altro errore pagato a caro prezzo è quello sul versante tecnico: l'esonero (mascherato con una risoluzione consensuale in realtà mai avvenuta) di Giorgio Roselli, l'allenatore del miracolo salvezza del 2011-2012 e del buon campionato 2012-2013. Roselli è amato dai tifosi e ha ottimi rapporti con i giocatori, meno con il direttore dell'area tecnica Aldo Preite. Si decide di cambiare affidando la squadra ad Alessio Pala, reduce da un ottimo campionato con l'Albinoleffe. Il Pavia tra l'altro dovrà continuare a pagare anche Roselli fino a dicembre (quando la risoluzione effettivamente avviene), rimettendoci così alcune decine di migliaia di euro. La squadra è ricostruita ancor più con l'occhio al portafogli e i rapporti tra il club e Pala, ma anche tra il tecnico e gran parte della squadra, si deteriorano presto, mentre il Pavia rapidamente scivola fino all'ultimo posto raccogliendo solo 7 punti in 12 gare. Finché Preite al culmine di uno scontro verbale con Pala decide che l'allenatore - che lui stesso aveva voluto - va allontanato. In panchina ci va Marco Veronese, ex idolo dei tifosi azzurri e tecnico della Berretti, che lavora bene ma può guidare la squadra solo per quattro gare, non avendo il patentino. In panchina ci va Patrizio Bensi, che ha l' abilitazione, con Veronese che resta nello staff tecnico con un ruolo di primo piano, ma non può seguire la squadra in campo. Squadra che viene stravolta a gennaio (9 partenze, 9 arrivi) badando a limare il monte ingaggi. Tira aria di smobilitazione, mentre la squadra offre anche qualche buona prova. Finché a febbraio la famiglia Zanchi annuncia di voler mollare a fine stagione, mettendo un punto interrogativo sulla partecipazione del Pavia alla nuova C unica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA